Il rapimento di Sheila

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata venti. Crisi. Fughe. Responsabilità.

Lorenzo & Luca

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Lorenzo Calza Elle©i per Il mondo di Luca

Lorenzo Calza Elle©i per Il mondo di Luca

«… Luca, hai iniziato a disegnare la sceneggiatura che ti ho dato?»
«È successa una cosa, Lorenzo…»
«Dimmi.»
«I videogiochi mi hanno fatto perdere la visione del mio personaggio preferito…», piagnucola disperato.

«Va bene, Luca, proviamo a impostare insieme la prima tavola della…»
«Tu non hai capito!… Mi sento distrutto nella visione…. COLPA DI QUELLO STUPIDO VIDEOGIOCO

Non aveva mai alzato così la voce. È arrivata di sicuro anche fuori dallo stanzino. C'è la madre in sala d'attesa e la segretaria del centro all'ingresso. Le veneziane sbattono contro la porta finestra, piove. Il clima è pesante in tutti i sensi.
«Ohhooo…» sale il lamento di Luca, ma lacrime non ne vedo. Appoggia i gomiti al tavolo, tenendosi la testa. «Sheila è scomparsa di colpo dal mio cervello!…».
«La recuperiamo, vedrai», provo a fermare l'escalation.
«È colpa di mia madre che non l'ha VENDUTO!»
«Lei non c'entra, Luca…»
Serena la psicologa mi ha spesso descritto l'assenza del principio di responsabilità come componente della patologia autistica. Se Luca sbatte contro un tavolo, la colpa è del tavolo.
«E come l'hai preso, questo videogioco?» provo a entrare nel campo di battaglia.
«L'altra notte, avevo fame!…»
«Fame?…»
«Sì, volevo mangiare il cioccolato, i biscotti… Allora sono andato alla cassaforte!…»
«I biscotti erano nella cassaforte?!».

Il dialogo può apparire surreale, e ironico, ma in realtà portava in sé il timbro del dramma. Lui ricomincia quasi a ululare, in crescendo: «Sì, io ho preso il videogioco e l'ho acceso… E quello mi ha rubato la fantasia… MI HA PORTATO VIA IL MIO PERSONAGGIO PREFERITO…»
«Sheila, capisco…»
«E ora non ce l'ho più!… Non ce l'ho più!….» affonda la testa tra le braccia.

Nel mio cervello, sempre in fase papà-sgamato, riconosco le stesse scorciatoie dei miei figli, le strategie di aggiramento. Tutto è partito da quando gli ho chiesto se aveva iniziato il super-fumetto. L'ansia di non riuscire forse l'ha bloccato, e la sceneggiata arriva da lì.

Però, quando rialza la testa per ululare di nuovo «Ohooooo», vedo il volto solcato di lacrime. Va bene che Luca fa il corso di recitazione, l'ho visto all'opera ed è un attore nato. Va bene che anche i miei bimbi arrivano a livelli Vittorio Gassman, compreso il pianto auto-indotto. Passi ogni dubbio, ma qui davvero qualcosa non va. La situazione s'è fatta seria.

Siamo in uno stanzino, nella tempesta, anche emotiva. Non mi ero mai trovato così in difficoltà. Fuori avranno sentito, non ha senso che mi tenga la cosa per me, mica sono un aguzzino. Mi alzo, apro la porta. Vedo Lorena, la mamma di Luca. Era già in corridoio, indecisa se farsi avanti e interromperci. Ci capiamo a sguardi, le mie parole sono semplici: «È in crisi.»
«Ho sentito», risponde, e l'accompagno allo stanzino.

Lo troviamo in un lago di lacrime.
«Luca…» Lorena lo chiama. Lui l'aggredisce: «Dovevi venderlo, quello stupido videogioco!».
«Sei andato a prenderlo, Luca? Ci hai giocato di nascosto?»
«Dovevi sbarazzartene!»
Lei gli appoggia la mano all'avambraccio e gli raccomanda: «Respira. Respira.»
Lui ci prova.

«Lo faccio sparire, Luca. Mi impegno a buttarlo via. Chiuderlo non basta. Lo butto via.».
Lui si tranquillizza. Io lo fisso, sempre con un piccolo dubbio in fondo ai pensieri.
Dopo varie rassicurazioni, tornata una relativa calma, la madre ci lascia di nuovo soli.
Io non sono accondiscendente.
«Luca, io, per te, è come se non esistessi, oggi.»
Lui mi guarda negli occhi. Per la prima volta dall'inizio dell'incontro.
«Scusa, Lorenzo… Scusami… Davvero, scusa. Mi devi davvero scusare, Lorenzo.»
Stereotipia dura, yes, anche nelle scuse.
Dopo la sedicesima, decido d'improvvisare. Prendo un foglio bianco. Evvài, storia sociale pronta consegna.
«Scrivi 'Sheila', Luca.»
«Ma come?»
«Solo la scritta…».
Mi getto su un altro foglio, in cui improvviso la storiella. Vignetta uno: è notte, una mano apre la cassaforte. Vignetta due: Luca che prende il videogioco. Vignetta tre: Luca lo accende. In quella dopo appaiono immagini confuse sullo schermo… E così via, la trovate qui allegata.

Poi gli piazzo il foglio davanti e gli chiedo di realizzarla. Senza aggiungere altro, senza aiutarlo, nessun suggerimento. Lui parte, mentre continua ossessivamente a chiedere scusa. Eccolo che apre la cassaforte. Ecco che pesca la manopola, accende. Al solito, il suo stile è umoristico. Ma il vento e la bufera continuano a imperversare. Per oggi non ce la facciamo ad andare completamente da un'altra parte. C'è sofferenza anche in quel disegno così limpido e solare.

Reinterpreta la sceneggiatura a suo modo, ma fila liscio.

Non fiata più. Interrompe ogni tanto con uno «Scusami… Vuoi scusarmi, per favore?». Per oggi non si può fare di più. Almeno, in mezzo alla tempesta, arriva fino in fondo.

Fino a Sheila.

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

Che figure mi fai fare! - 18
Un alieno fra noi, anzi dentro - 19

>> LA GALLERY
Il mondo di Luca

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