Mi piacciono le cose difficili.
So come sistemarle

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata ventitre. Quando d'improvviso ti accorgi che sei davvero in viaggio

Lorenzo & Luca

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@Lorezo Calza per il mondo di Luca

@Lorezo Calza per il mondo di Luca

Cronaca dal conflitto.
Riprendo il foglio che ha gettato a terra, accartocciandolo. Sono risoluto, e lui lo capisce. Sono anche un papà, e so come colpirlo: «Tu guardi Leone il cane fifone, vero?»
Tiene lo sguardo basso, ma si capisce che è spiazzato.
«S-sì…»
«Hai gridato stupido sceneggiatore e stupido foglio, come grida sempre Giustino a Leone. Stupido cane, stupido cane!»
Per un attimo mi cerca gli occhi. Esattamente come i miei bimbi, quando in mezzo a una sgridata si rendono conto di essere con le spalle al muro.
«Scusa, Lorenzo, ti chiedo scusa…»
«Ora rifacciamo.»
La prima vignetta è a posto. Sulla seconda si impunta di nuovo, inverte i personaggi rispetto alle indicazioni. Escluso, si rovinerebbe l'ordine di lettura dei balloons. Ha l'idea di raffigurarsi mentre tiene la matita e disegna Sheila sul foglio. Metanarrativa, okay. Arriviamo a un compromesso: lui dispone i personaggi nel giusto ordine di apparizione e io lascio passare la variazione di sceneggiatura, quella matita. Alla fine dell'incontro è contento, recitiamo la vignette ad alta voce e vediamo il risultato.
Mi alzo e ribadisco secco: «Cosa dici? Chi aveva ragione?»
Mi guarda. «Tu».

Mi piace studiare Luca all'aperto. Nei rari momenti in cui l'ho incrociato in giro, oppure dopo un viaggio in ascensore. Mi fermo due minuti sul marciapiede a parlare con Lorena, la mamma. E intanto lo spio. Ha sempre le cuffiette piantate nelle orecchie, estraniato. Una volta gli ho chiesto cosa ascolta. Laura Pausini è la sua preferita. Ma cita spesso anche i Finley, un gruppo giovanile.
«Caparezza è il mio preferito, sì, lui!».

Anche in questo campo è piuttosto eclettico. Conoscendo la sua stereotipia, immagino quante volte ascolti e riascolti. Lo fa con i film, coi fumetti, con tutto. Mentre sta in disparte, sa che si parla di lui. Lo capisco dalle smorfiette.
Lorena mi dice che al Gaslini gli hanno chiesto di dimagrire un po', che deve darci dentro con il canottaggio.

Poi ci salutiamo e lui arranca dietro la madre, si perdono nel traffico. Saliranno su un autobus, dove si compirà la quotidiana battaglia. Il solito fragile gioco di equilibri, con Lorena costretta a vigilare: ché nessuno pesti i piedi a Luca, ché nessuno spinga, ché Luca non perda mai la pazienza.

Nell'incontro successivo lo trovo di buon umore. Continua a chiedere scusa per la volta prima, ovviamente. Apre con orgoglio la sua cartella e mi mostra un foglio.
Formato A4, un certo ordine formale. Ha fissato a matita l'intera prima tavola della sceneggiatura!

La studio con attenzione, ma già al primo impatto la novità è evidente.
È bella, l'ha conclusa, racconta, ed è tutta a matita. Per la prima volta Luca ha fatto un lavoro preliminare, mettendosi in gioco. Lo ha fatto da solo, a casa. Forse non mi rendo conto neppure io della portata di quella novità!

Manifesto la mia soddisfazione. Rileggo con lui ad alta voce le indicazioni di regia e il modo in cui le ha realizzate. Visto che ormai sembra in scia, gli segnalo qualche piccola imprecisione, con la massima cordialità possibile.
«Mhm, sì, certo… So come posso sistemare…»
Luca c'è, stavolta non scarta di lato.
«So come posso sistemarlo» sarà la frase tormentone dell'incontro, oltre alle reiterate scuse.
Prende la gomma, cancella un balloon, sposta un personaggio, ridisegna.
«Ecco.»
«Bravo, Luca…»
Propongo di impostare un abbozzo della seconda tavola di sceneggiatura, ancora più schizzata. Accetta.
«Luca, ti trovo molto bene, oggi» azzardo.
«Sono di buon umore perché tu eri soddisfatto della prima pagina del fumetto!».
Quasi non credo alle mie orecchie. Parliamo di occhi, allora. La vignetta tre della seconda tavola prevede un dettaglio di quelli di Sheila. Li accenna in modo buffo, troppo grottesco.
Glielo segnalo e trattengo il respiro.
Rigira il foglio, mi chiede di schizzarglieli. Lo guardo, allibito, quasi cercando la trappola. Non ce n'è. Oggi, è così, si sta affidando.

Allora, confesso, mi agito. Agganciato il vagone prendo consapevolezza definitiva che il treno è in viaggio. Finché Luca era in fase conflittuale, di scontro, prevaleva la frustrazione ma anche una strategia di contenimento. Un continuo prendersi le misure, a distanza. Ora, se d'improvviso la distanza viene colmata, tutto si complica davvero. Ogni parola può diventare pietra. Siamo al fondo del pozzo, dove c'è la sua acqua. Chiederò alla psicologa Serena, forse è il problema dei terapeuti in genere: arrivi lì, e ti passa la sete. Poi ti riprendi, ma ormai il treno è in corsa.

«Mi piacciono le cose difficili, mi fanno sentire più adulto!…» commenta lui.
Disegno Sheila molto femminile, intrigante. Lui quasi ride:
«… Questi occhi mi fanno timidare!»

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

Che figure mi fai fare! - 18
Un alieno fra noi, anzi dentro - 19
Il rapimento di Sheila - 20
Colpo grosso a Las Vegas - 21

La città di Luca - 22

 

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