Super è il mio
soprannome preferito!

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata ventiquattro. Prima sconforto, suonano campane, poi il sorriso

Lorenzo & Luca

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©Lorenzo Calza per il mondo di Luca

©Lorenzo Calza per il mondo di Luca

Di nuovo un momento di bassa, al successivo incontro.

È nervoso, lo vedo subito. Ha sbagliato le tre vignette finali, facendole a suo modo senza leggere la sceneggiatura. Glielo devo far notare, non posso perdere un millimetro di terreno. Lui inizia a piagnucolare: «Pensavo… Pensavo fossi soddisfatto…»

Apro la borsa e sfilo un fumetto. Si tratta de l'Eternauta, un capolavoro di fantascienza della fine anni Cinquanta. Una storia meravigliosa, che parla di un viaggiatore del tempo. Cerco di raccontargliela, ma Luca non c'è. Gli regalo il fumetto. Ma Luca non c'è.

«Pensavo fossi soddisfatto… Pensavo fossi soddisfatto!»

Gli abbozzo le ultime tre vignette su fogliettini che sovrappongo alla sua tavola, per dimostrargli che non tutto è da buttare. Ma lui è preoccupato, resiste. Non vorrebbe cambiare:

«Pensavo fossi soddisfatto!»

Sarà il tormentone fino alla fine, e come a scuola non vedo l'ora che suoni la campanella.

«Che lavoro ti piacerebbe fare?»

«Seguire le indicazioni di Lorenzo, disegnare le vignette perfette. Il fumettista, no? »

Serena, la psicologa, mi riporta questo dialogo in un loro successivo incontro, forse per confortarmi. Luca si è convinto di voler percorrere più metri a canottaggio perché al Gaslini gli hanno detto di dimagrire. Poi Serena ha fatto recitare a Luca le vignette della storia che gli ho scritto io, una per una. Forse un modo per tornare sul conflitto che hanno innescato.

Teniamo sempre presente il momento del ragazzo, il difficile viaggio alla ricerca della sua identità , della consapevolezza di sé. Chiedergli di disegnare cose concepite dall'esterno è un modo per fargli capire che un esterno c'è, e può e deve interagire con le difficoltà.

Serena finge di essere la Sheila dell'ultima vignetta. Luca la disegna, anche qui adattando a un modello esterno quel suo personaggio assoluto e super-perfettissimo, che però spesso non ha volto, né sesso, né vera vita. Come fosse la semplice testimone di un turbinio di parole e colori che avvolge le tavole di Luca e il suo complesso immaginario.

Umanizzare Sheila, ecco la sfida.

Luca chiede scusa a Serena: «Prima avevo sbagliato…»

Si riferisce agli scontri avuti negli ultimi incontri con me, e alle vignette disegnate a suo modo anche con lei, resistendo. Serena gli racconta la storia delle vignette sbagliate, che è la storia dei tentativi. Insomma, la storia di Luca, della sua patologia.

«Visto? Basta sforzarsi un po'

È l'ultima battuta di Sheila nella trama che ho scritto per lui, Serena la ripete. Luca sembra colpito.

Arrivo all'incontro successivo preoccupato, segnato da troppi scontri. Come spesso è capitato da quando ho iniziato a seguirlo, Luca ha rimesso in discussione tutto. Mi ha reso insicuro su quello che sto facendo, demolendo la mia manciata di granitiche certezze in tanta confusione.

Ma, come spesso è capitato, nel momento dello sconforto lui ti stupisce e ti ricattura.

Entra nello stanzino un Luca solare, scoppiettante, chiede scusa mille volte, ma col sorriso. Sono così travolto da quell'entusiasmo che improvviso un premio. Accendo il computer.

«Ti mostro una cosa, Luca…»

Lui si fa guardingo, ma sempre col sorrisetto.

«Cosa?», ha capito benissimo. Sa che sto redigendo questa cronistoria, sa del sito, anche se per accenni.

Quando la schermata di Style.it si accende e lui vede il suo disegno che fa da copertina all'articolo inizia a schizzare gioia da tutti i pori: «È incredibile!… Ma come hai fatto!?…»

Gli spiego i meccanismi del sito, non gli faccio leggere il testo. Troppo presto per affrontare il contenuto, la mia è un'improvvisata, non vorrei essere linciato da Serena.

«Davvero incredibile!… Ma come hai fatto!?…»

Entusiasta è dire poco, fa smorfie di gioia e imbarazzo insieme, vuole leggere tutti i commenti dei lettori. Anzi, delle lettrici, non ricordo manco un commento maschile. Ma questa è materia per altre discussioni. Gliene faccio leggere ad alta voce tre o quattro.

«Potevi mettere che io diventerò un super fumettista

«Beh, Luca, vediamo. Per adesso incominci a farti conoscere.»

«SUPER è il mio soprannome preferito!»

Il tono è quello dell'incanto.

«Ora penso che si possono spedire i miei fumetti in America, in tutti quei posti lì!»

La campanella che suona ora è quella d'allarme. Il fiume in piena andrà arginato, bisognerà convincere Luca che non siamo finiti in Paradiso. Ma un piccolo Eden lasciamoglielo, qualche momento in cui tutto intorno a lui può sorridere, anche ciò che spesso gli è nemico.

Come uno schermo.

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

Che figure mi fai fare! - 18
Un alieno fra noi, anzi dentro - 19
Il rapimento di Sheila - 20
Colpo grosso a Las Vegas - 21

La città di Luca - 22

Mi piacciono le cose difficili -23

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Il mondo di Luca


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