Sembro comico da morire

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata venticinque. Tavole finite, mamma operata, saliscendi. E una promessa

Lorenzo & Luca

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©Lorenzo Calza per il mondo di Luca

©Lorenzo Calza per il mondo di Luca

Ha portato le due tavole, ben lavorate.

Solare ed efficace la scelta dei colori. Mancano solo un paio di vignette, è emozionante vedere il piccolo progetto prendere vita. Di tutte le storie che ho scritto, questa è stata la più travagliata. A proposito di difficoltà, come da programma la mamma di Luca ha subito un delicato intervento chirurgico. Ora lui sta con la nonna. Siamo nello stanzino del centro, azzardo la domanda: «Com'è andata la settimana?»

«Mi manca tanto mia madre… Però ho paura, se dovesse succedere qualcosa non so che farei… Avevo un po' pianto, però…»

Giornata di emozioni, insomma. È raro sentire Luca parlare in modo accorato di qualcuno. Squarci importanti nella sua fortezza emotiva, spesso inespugnabile in entrata e in uscita.

Mentre parliamo, lo incito a finire le vignette. Lo studio, mentre usa i colori. L'Uniposca serve anche a cancellare i tratti a matita di cui non è soddisfatto. È tempo di bilanci, Luca. Gli commento la tavola nuda e cruda, senza ancora inseriti i testi.

«Ora che hai quasi finito questa storia, che cosa hai capito?»

«Di fare prima i disegni a matita e di mettere dopo i colori.»

«Di cosa parla questa storia?»

«Dimostra che io e Sheila iniziano a conoscersi e fanno un po' di prove, dimostrazioni…»

«Sheila cosa fa con Luca?»

«Conosce il suo superfumettista, che sono io. Mostra il suo corpo, la sua abilità….»

Gli indico la ormai celebre panoramica della prima tavola.

«Questa vignetta di cosa parla?»

«Parla dei problemi di Luca. Sheila li dimostra.»

«Ti ricordi cosa gli dice?»

Parte a memoria, dalle prime vignette, poi racconta che Sheila vuole conoscere i problemi di Luca e lui le risponde che è un po' timido e che ha paura dei germi.

A Serena, la psicologa rivela che a scuola ha pianto per la mamma.

«Ho pensato a quanto mi manca… Volevo stare accanto a te, abbracciarti e stare sempre vicino. Avevo paura…» Poi le da la mano. «Ma devo trattenermi, devo trattenermi, non sono un bambino…»

Decidono di scrivere insieme la parole da donare alla mamma quando torna dalla convalescenza. Spontaneamente, Luca cerca di rilassarsi facendo la respirazione.

Dopo qualche giorno, la mamma torna a casa. Dire che è andato tutto bene, con Lorena è sempre azzardato. Mi faccio raccontare. Intervento okay, ma l'hanno lasciata addormentare con gli occhi aperti e si sono bruciacchiati con la lampada operatoria. A momenti perde la vista, ora è sotto cortisone. Ovviamente, lo racconta serena e con un pizzico di autoironia. Questa donna si è convinta che il Signore la mette sempre alla prova e lei le supera tutte. Comincio a pensare che abbia ragione.

Nel nostro incontro successivo noto che Luca ha personalizzato tutti i balloons delle due tavole, cioè le nuvolette che conterranno le parole, a livelli mai visti. L'iniziativa non mi entusiasma e glielo dico.

«So come cambiallo, è semplice» si schermisce «è molto semplice!»

L'inceppo al linguaggio è spesso un segnale d'inceppo generale. Gli chiedo di descrivermi una di quelle nuvolette con la forma strana, strampalata.

«È un balloon di coraggio

La risposta mi spezza le gambe.

«So come posso sistemare la situazione» insiste «la situazione è molto semplice.»

La logorrea mi dimostra il contrario, è in un momento difficile.

«Sto facendo un soggetto per un fumetto» e lo declama come tracciando il titolo stile Brodway nel cielo «Sheila in: Il guanto di sfida!» sorride soddisfatto, poi continua.

«Sheila incontra una cerbiatta scomparsa… E per la prima volta, una cavalletta parlante».

Luca recita spesso titoli ridondanti per fumetti immaginari. Ma qui siamo all'eccesso, sembra quasi una farsa a mio beneficio. Come dire: mi hai imposto queste tavole in modo rigido, duro, schematico e io adesso t'investo di fantasie strampalate. Ma forse è un giudizio troppo rigido e duro. Forse sta solo tornando alla vita, con la mamma a casa.

«Sembro comico da morire!» e ride.

«Quando uso delle parole difficili sembro un fumettistico politico, un fumettistico insegnante, che viene dal teatro!»

Mi appunto tutto, investito dalla sua vitalità.

«Hai visto la Passione di Cristo, l'altro giorno?» mi chiede.

Immagino sia il film: «No. Tu?»

«Eh, sì, di nascosto. È un po' troppo… Un po' troppo con le facce di rabbia!»

Poi mi guarda negli occhi e mi raccomanda.

«Tu devi scrivere il soggetto, punto primo. Poi devi scrivere le tavole!»

Investito da tanta responsabilità, decido di fargli leggere un po' di commenti alle sue cose su internet.

È entusiasta di un commento con la parola "dolcissimo".

«Mi avrebbe potuto cantare una canzone, con questa scritta!»

Lo guardo negli occhi.

«Senti, Luca, è arrivato il momento» lui alza un sopracciglio. «La prossima settimana verrai a casa mia. Ti faccio conoscere i miei bambini…»

E così sarà.

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

Che figure mi fai fare! - 18
Un alieno fra noi, anzi dentro - 19
Il rapimento di Sheila - 20
Colpo grosso a Las Vegas - 21

La città di Luca - 22

Mi piacciono le cose difficili -23

Super è il mio soprannome preferito! - 24

>> LA GALLERY
Il mondo di Luca

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