Quando sono malato di fantasia la voce va in tilt

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata ventotto. Luca chiude gli occhi, cambia tono e arrivano le parole. Non le sue, quelle dei personaggi.

Lorenzo & Luca

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Per definire il percorso tra me e Luca, un'amica mi suggerisce il termine scaffolding. Dall'inglese scaffold, che indica "l'impalcatura", il "ponteggio". Si usa anche in psicologia, nel senso della persona più esperta che aiuta la meno esperta a effettuare un compito.

Il punto è, chi sta facendo scaffolding con chi? I ragazzi come Luca ti portano in un territorio straniante. Non è retorica dire che in questi mesi ho più appreso che insegnato. Sì, ho imparato anche su me stesso, sullo stare al mondo. Il mondo, senza parole, è un caos sordo e muto, o un rumore insostenibile. Si può scomodare Don Milani e la sua teoria sul numero delle parole che dividono il ricco dal povero, ricchezza e povertà sono concetti esportabili anche in altro ambito. Ma non servono le citazioni per sentire il grido d'aiuto di Luca.

«… Non ci sei solo tu in un ambiente» con la psicologa Serena stanno rielaborando un episodio conflittuale avvenuto con un compagno. «Esistono anche le altre persone, ognuna con i suoi pensieri, le sue preoccupazioni…».

«Le tue parole mi preoccupano, mi fanno preoccupare…» risponde Luca, e si capisce che intendeva dire "rattristare".

Luca cerca sempre le parole, a volte insegue quelle giuste con una batteria di ripetizioni a raffica. Si arrampica, gesticola, è fatica corporea. Un giorno mi fa: «Quando sono malato di fantasia il mio cervello va in tilt e anche la voce va un po' in tilt…».

Gli tremano molto le mani. È dimagrito, la mamma dice che ha mangiato solo uno yogurt. Di notte è insonne, girovaga. Il farmaco antiepilettico ha parecchi effetti collaterali. Ci sono momenti in cui si fissa su una cosa apparentemente secondaria e parte per la tangente. Un giorno si mette a piagnucolare perché gli istillo il dubbio che un autore del vecchio programma Supergulp, i fumetti in tivù sia morto. Non la smette più, allora intervengo con piglio deciso. Quando modulo la mia voce sull'autorevolezza lui si calma. Una volta la mamma mi chiama per un'intemperanza di Luca, con Serena e lei si concorda che è opportuno un mio intervento. Me lo faccio passare e lo sgrido con aria grintosa e decisa. Lui accusa tantissimo il colpo.

In seguito ne parlerà a Serena:
«Sono un po' preoccupato di come andrà a finire (con Lorenzo)…»
«Cosa ti fa preoccupare?»
«Le sue parole…»

Il nervosismo di fondo tracima da tutte le parti. Anche nella sfera dialettica. Eppure, Luca vuole continuare imperterrito a raccontarmi la storia. Come se focalizzasse nella Bibbia d'Amore tutte le sue capacità. Fino a qualche settimana prima, la misura della propria riuscita era il disegno. Adesso, nel posto dove si "cura la mente", lui vuole elaborare il racconto. Ed è una macchina da guerra, come dicevo.

«Scena tre» mi detta. «Nella falegnameria, Giuseppe e Marco vengono raggiunti dalle mogli, Maria e Marta, tutte agitate, che devono raccontare quello che è successo.»
Poi Luca stringe gli occhi. Un attimo di pausa, respira.
«Ma che c'è, Maria? Non dovresti essere a casa?»
Impressionante. Sta recitando la parte di Giuseppe.
«È successa una cosa incredibile, non ti rendi conto…» risponde la moglie. «È venuto un angelo, con l'annunciazione…»
Continua Maria:
«Io… Io…» un escalation di concitazione. «Voglio avere un figlioooooooooo!»

Smetto di scrivere e lo guardo. Penso a quello che mi ha appena urlato, con doti interpretative da corso di recitazione. Mi soffermo con un brivido alla sua immedesimazione con il contenuto.

«E tu?» Luca riprende, facendo parlare il falegname Marco alla moglie. «Hai accompagnato la tua amica? Ha già bisogno della balia?»

«Macché balia…» Marta è in affanno, concitata. «Non ti rendi conto… Anch'io ho visto l'angelo della Dea… ti prego… Devo avere una figlia… Ti prego, devi sposarmi, voglio anch'io una figlia…»

Ecco, poi smette.
L'avesse recitato in pubblico, Luca sarebbe stato considerato blasfemo. È una preoccupazione che accompagna tutti noi che giriamo intorno alla sua Bibbia d'Amore. Ma io ho sentito quel tono, quelle parole. Non le ha inseguite, ce le aveva dentro.
Negli incontri successivi, durante i riepiloghi, rifiuta di rileggerle. «Sono un po' timido nel sentire questa battuta…», segno dell'investimento emotivo riversato.
«Cancello, allora?» lo provoco.
«Vabbé, provo a sentirla» e fa il gesto del gol, mordendosi un labbro.
«Che fai?»
«Mi carico e mi ispiro per sentire la battuta…» poi ha un'idea: «Ecco come posso dire, posso scriverla! Ecco!»
Gli passo il foglio e lo osservo. Butta giù a memoria. Studio il suo modo di scrivere, metodico come il disegno. Nel fare il punto esclamativo parte dal punto e poi sale con la stanghetta. Compone, cesella, torna indietro, aggiunge. È molto concentrato.
Alla fine gli chiedo di rileggere e ci riesce. Stendere le parole gli ha permesso di raffreddarle, di sbloccarsi.

Ecco cosa capita in un altra scena: dopo che Giovanni Battista e Giovanna Battuta hanno immerso nel fiume uomini e donne, avviene l'incontro tra i due protagonisti, dopo anni di distacco.

«… Hanno ricevuto il dono del battesimo. Si guardano sbalorditi e cercano di riconoscersi» Luca chiude gli occhi, torna a cambiare tono.
«Chi sei donna?», chiede Gesù.
«Come?… Ti ricordi di me (sottintende il 'non' iniziale)? Sono io, Gheila, ci siamo visti da piccoli…»
«Ma certo, mi ricordo di te, tu sei Gheila e io Gesù…»
«Pensavo che non ci saremmo visti mai più… Dove pensi di andare?»
«Vieni, seguimi»
«Allora vengo con te»

Io sono virtualmente sotto il tavolo per l'emozione. Come ho già accennato, dal punto di vista professionale questi dialoghi sono incredibilmente efficaci. Molte firme prestigiose di romanzi o fumetti non riescono a ottenere tanta sintesi e tanta freschezza alla prima stesura.

Sto zitto, lo lascio a quel che vuole fare.
Luca ci ripensa un po', poi dice tenero:
«Che dolci parole…»

Eccolo qui, Luca L.,  il superfumettista che mi diventa scriba, in pieno scaffolding, alle prese con l'impalcatura, col suo magnifico ponteggio!

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

 

Che figure mi fai fare! - 18
Un alieno fra noi, anzi dentro - 19
Il rapimento di Sheila - 20
Colpo grosso a Las Vegas - 21

La città di Luca - 22

Mi piacciono le cose difficili -23

Super è il mio soprannome preferito! - 24
Sembro comico da morire - 25
Le possibilità non hanno fine- 26

Sono capace a fare le cose difficili - 27

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