Mo te lo spiego a papà: arriva il libro!

di Rossella Calabrò 

Rossella Calabrò intervista Francesco Uccello, l'autore del libro Mo te lo spiego a papà . Un libro profondo, leggero, emozionante, amoroso e... Checazz assaje.

Rossella Calabrò

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Francesco Uccello con il volume Mo te lo spiego a
papà

Francesco Uccello con il volume Mo te lo spiego a papà

Avevo già disposto tutto, in bagno: spazzola, phon, bigodino gigante per la frangia, mousse anticrespo. Ma il 19 è la festa del papà , e c'è da intervistare al volo Francesco Uccello, mio impavido vicino di blog, sul suo libro Mo te lo spiego a papà pubblicato in questi giorni da Tea. E allora, se domani avrò i capelli ricci come un montone dell'Anatolia, sappiate che la colpa è solo di Francesco. (E del mio dienneà mediterraneo).

Diciamo subito che, il montone dell'Anatolia qua presente, il libro non l'ha ancora letto. L'ha solo spizzicato, e questo rende ancora più difficile l'intervista. Ma dalla mia ho una chiacchierata lunghissima con l'autore, avvenuta qualche mese fa quando ci eravamo detti: dai, ci beviamo un caffè, due chiacchiere e via. Seeeee, il caffè è durato due ore e mezza, durante le quali ho avuto la conferma che Francesco è una persona speciale. Un po' bradipo, ma speciale. Del resto, gli uomini in genere non sono dei fulmini di guerra, diciamocelo. Ma parlavo di Francesco: determinato, acuto, sveglio come uno scugnizzo e sensibile come pochi.

E poi, ha un lato Peter Pan che mi è piaciuto un sacco. E' spiritoso e gli piace giocare. Quindi, dato che il senso dell'umorismo è una qualità che mi fa perdonare, nelle persone, quasi tutto, gli perdono i miei capelli da montone dell'Anatolia (perdonatemeli anche voi che tanto non li vedete), metto via spazzola e phon e parto a fargli un po' di domande sul suo libro.

Prima di tutto, Francesco, siccome sono un'emotiva-sentimentale, vorrei sapere cos'hai provato nel momento in cui hai ricevuto il tuo manoscritto pubblicato, diventato libro insomma. E' stato come veder nascere il tuo terzo figlio?

Terzo figlio??? Nooo mi bastano DA1 e DA2, grazie. Il corriere mi ha consegnato il pacco con le mie copie solo qualche giorno fa e quando le ho viste la prima cosa è stata di controllare quante ne fossero e se erano integre. Ne ho preso una in mano, l'ho girata e rigirata, l'ho sfogliata e ho fatto una foto. Abbastanza asettica come cosa. Dopo 15 minuti quel libro sul tavolo, come se fosse un acido, ha fatto effetto: una valle di lacrime. Avevo già pubblicato un libro per ragazzi, ma questo ha tutto un altro sapore. Non è stata una sveltina, ma un piacere che è cresciuto lento (perché essere bradipi a volte conviene, senti a me) e la fatica di tanti sforzi ora era davanti ai miei occhi. Ho pensato a quelli che mi hanno preso in giro perché scrivevo "cazzate", ho pensato a quelli che mi hanno detto che dovevo aspettare cinque anni per pubblicare un libro, ho pensato a quelli che non hanno voluto scommettere su di me e ho pensato a quanti non mi hanno sostenuto nonostante le mie richieste. Ho pianto e poi ho gridato una frase di rivalsa che dalle mie parti è sintetizzata con : "Va fa 'mocc." (Se non ti è chiaro il senso dell'espressione prova a chiedere dal parrucchiere che qualche napoletana la trovi di sicuro).

In cinque aggettivi, come descriveresti Mo te lo spiego a papà ? (Hahaha, domanda difficilissima lo so, ma è il montone dell'Anatolia che parla).

1.    Checazz assaje che sarebbe una cosa tipo divertente o simpatico.
2.   Leggero, ma di quella leggerezza che Calvino descrive nelle sue Lezioni Americane.
3.    Profondo perché parla di sentimenti contrastanti, di cose che non ci dicono e di cose che abbiamo paura di dire ad alta voce.
4.   Amoroso perché come descrivo nell'ultimo capitolo anche i papà amano.
5.    Emozionante, ma di quelle emozioni che i genitori a volte faticano a ricordare e a osservare ogni giorno."

Nel tuo libro dici "Parlando ai bambini si possono dire un sacco di cose anche ai grandi, parlando con i bambini si capisce meglio il mondo". La tua frase mi trova d'accordissimo. Lo sapevi un po' da sempre, o è una cosa che hai imparato diventando papà?

Questa è una cosa che ho imparato molto tempo prima di diventare papà. Lavoro come educatore con i bambini e i ragazzi di Napoli da quindici anni almeno e parlando con loro ho imparato a usare un linguaggio semplice. Ho capito che bisogna essere molto chiari e diretti, ma soprattutto sinceri. Mi sono allenato molto a spiegare le cose perché nei contesti dove lavoro non sempre i bambini hanno la fortuna di essere ascoltati e risposti dai propri genitori. Il mio blog prima e il libro ora sono un modo per parlare ai grandi, utilizzando le parole che uso o che userei con i più piccoli. Spero che dai miei racconti qualcuno possa trovare un' idea, un modo diverso, una parola che li aiuti a parlare con i propri figli.

Dici che hai un superpotere, quello di conoscere il linguaggio di bambini e ragazzi. E io, per quel po' che ti conosco, lo confermo. Come ci si sente, con questo superpotere? Lo cambieresti con un altro superpotere? Pensi che, se questo superpotere lo avessero anche le persone che ci governano staremmo tutti meglio?

E' un bel superpotere quello di conoscere il linguaggio dei bambini e dei ragazzi, ma è ancora più bello starci insieme e dialogare con loro (sai quanti spunti per i miei racconti ci ho trovato?) Quelli che ci governano dovrebbero sicuramente usare un linguaggio più semplice quando ci dicono i punti del loro programma,  poi se imparassero ad ascoltare di più pure sarebbe cosa buona e giusta, ma credo che dovrebbero imparare a guardare l'Italia non più come una donna, ma come un bambino a cui certe cose non si possono dire né fare. Comunque vorrei tutti i superpoteri di Batman compreso la sua bat-mobile e i suoi bat-soldi.

Grazie, Francesco. Intanto auguro a te e al tuo libro un successo planetario, e a tutti i lettori una buonissima lettura e una splendida festa del papà . Io magari domani vado dal parrucchiere ad addomesticare il montone, e sotto al casco mi leggo, finalmente, Mo te lo spiego a papà .

>> Mo te lo spiego a papà , il blog

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