Guarda che è normale
(trovarmi in libreria)

di Monica Tappa 

Disponibile dal 18 aprile il libro di Silvia Gianatti, pubblicato da Leggereditore, che aiuta a destreggiarsi tra poppate, nanna, ciucci, meconio, pianti, pannolini, carrozzine etc.

Monica Tappa

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Silvia Gianatti (foto di Mario Corallo) e la cover del libro
Guarda che è normale. Siamo tutte super
mamme

Silvia Gianatti (foto di Mario Corallo) e la cover del libro Guarda che è normale. Siamo tutte super mamme

Un manuale divertente e scanzonato che tratta con ironia e senso pratico le problematiche e i dubbi legati ai primi sei mesi di vita di tuo figlio. Una lettura gradevole e spiritosa anche per chi non ha bambini in casa, e che strappa più di una risata.

Quelle che avete appena letto sono le prime righe di presentazione del libro Guarda che è normale, scritto da Silvia Gianatti e pubblicato da Leggereditore, in libreria dal 18 aprile.

Ho conosciuto Silvia qualche anno fa, quando ha deciso di aprire su Style.it il suo blog. «Sai, mi ha detto, lo vorrei titolare Guarda che è normale perché in verità ho scritto un libro che parla di maternità e il blog è, in massima parte, un suo prolungamento, anche se vede la luce prima. Pensi sia possibile?» Il resto appartiene alla storia della nostra community. Il blog di Silvia Gianatti ha raccolto, post dopo post, consensi, apprezzamenti, visite e sono davvero parecchie le persone che si sono affezionate alla sua scrittura fluida, frizzante, affettuosa e ironica.

Silvia, in verità, ha scritto anche parecchi articoli, per noi di Style.it. Lei è una persona che riesce, con una professionalità ferrea e una sensibilità rara e preziosa, un tono sorridente e un approccio sempre positivo, a trattare anche gli argomenti più spinosi e difficili in "punta di dita". Con una delicatezza e un tatto che riescono davvero a trasformare le parole in sussurri e, a volte, abbracci.

Nel momento in cui mi sono trovata di fronte alla possibilità di porle (finalmente) quattro domande strettamente legate al libro-che-non-c'era-e-adesso-c'è è stato facile non farmi raccontare quello che potete (dovreste!) leggere nel volume stesso ovvero che in undici ampie sezioni tematiche, suddivise in capitoli intervallati da divertenti 'chiacchiere da consultorio', aiuta (la neo mamma) a destreggiarsi tra poppate e nanna, ciucci e meconio, pianti, pannolini, tiralatte, carrozzine... Il racconto di un'esperienza, quella della nascita e dei primi sei mesi di vita di un bambino, che pagina dopo pagina si arricchisce di aneddoti, riflessioni e suggerimenti e che, come in una chiacchierata con un'amica, vi farà dire: "Guarda che è normale!". (Fonte: il comunicato stampa)

Siamo andate a braccio, come sempre. Tra un sorriso, una risata e qualche luccicone ecco il nostro breve scambio, formale ma non troppo, serissimo e scanzonato, imperfetto ed emozionale. Come le nostre vite di mamme, donne, mogli, compagne, figlie, lavoratrici.

Qual è il capitolo che avresti voluto scrivere (e che non c'è) e quello che avresti voluto modificare perché hai cambiato idea.
I capitoli li ho scritti tutti. Quando ho visto il libro finito ho pensato che fosse troppo alto. Forse ho scritto troppo, ma era tutto quello che avevo da dire. Il problema è stato il rileggerlo e consegnarlo quest'anno, con il secondo bebè in casa. Ogni bebè è a sé, non tutte le domande hanno le stesse risposte. Più che modificare avrei voluto aggiungere mille altre cose che ho "imparato" con lui e da lui. Ma mi sono legata le mani. Il libro l'ho scritto al primo giro. Era giusto lasciarlo così. Per il secondo giro c'è sempre tempo! ;)

Mamma due volte, sceneggiatrice Disney, blogger, scrittrice di libri non più solo per bambini, ma anche compagna e moglie di "maritofigo" come lo chiami tu nel blog che hai aperto su style.it (guardache.style.it). Come sei riuscita a conciliare le tue varie anime e che suggerimenti daresti a una neomamma? Ma soprattutto facciamo pubblicamente gli apprezzamenti elencando tre caratteristiche di maritofigo senza le quali probabilmente non saresti qui a rispondere alle domande oggi perché altrettanto probabilmente un libro così non l'avresti mai scritto?

Le anime non le ho ancora conciliate. Quando è arrivata la Patata gigante ho ricominciato a lavorare che lei aveva tre mesi (troppo presto). Quando è arrivato lui mi son trovata a scrivere subito, cullando lui sulle gambe e il computer appoggiato al tavolino. Vivo quasi dissociata, mezza giornata scrivendo super veloce, con l'ansia di non fare in tempo, l'altra metà rallentando e facendo la mamma, ok, a volte rispondendo alle mail mentre spingo l'altalena. Alla sera provo anche a fare  la moglie, ma diciamolo pubblicamente, maritofigo (che non è come lo chiamo io, ma è come lo chiami tu! ndr: ups...  davvero? maddai :-D) al momento è il più trascurato della famiglia. Credo che il titolo di un bel libro potrebbe essere "La mamma è stanca" tanto per dare un'idea di come arrivo (di come arrivano le mamme) a fine giornata. Ma sono comunque felice di quest'equilibrio. Stanca, ma felice della scelta. A una neomamma consiglio di chiacchierare tanto, di non chiudersi in casa, di uscire, stare con altre mamme, pensare che anche se la fatica è tanta è un momento bellissimo che è banale dirlo, ma non torna più. Appena nascono sembrano non avere mezzo ritmo, ma poi, lo giuro, il ritmo arriva. E tutto diventa più facile. E se non si sta da sole, ci si confronta, o si approfitta della compagnia anche solo per fare un pisolino... le energie aumentano. Senza maritofigo il libro non lo avrei di certo scritto, non avrei fatto la Patata senza di lui! Le prime pagine le ha lette lui, quando ho iniziato a scriverlo, poi ha smesso, ma vederlo sorridere e, a volte, ridere, mi ha dato sicurezza. E in generale, la sua qualità migliore è proprio quella. Darmi sicurezza, in tutti i sensi.

Ci racconti un episodio divertente sul cambiamento avvenuto nei genitori / suoceri passati improvvisamente al ruolo di "nonni"?
Mia suocera è una signora elegante, formale. Il giorno in cui l'ho trovata sdraiata sul tappeto senza scarpe per giocare con lei ho riso e ho capito che i poteri della Patata erano infiniti. Suo fratello, ora, li ha completamente e definitivamente cotti tutti.

La tua è una … famiglia "allargata", come racconti in un paio di capitoli del libro, nel senso che oltre a voi ci sono anche due amici a quattrozampe. Anche qui, senza svelare come hanno reagito all'arrivo della "Patata" (che c'è scritto nel libro) raccontaci un episodio che ti ha emozionato e che nel libro non c'è.
Le due pelose sono le loro guardiane. Se piangono, loro arrivano quasi prima di me. Se rientriamo in casa, non si accontentano di scodinzolare, devono leccarli. Vivono alla loro altezza, sono sempre insieme. Ora c'è lui che ha imparato a stare seduto, il cane piccolo gli va sempre vicino. Sta lì, per fargli compagnia. Lui appoggia la mano sulla sua schiena e lei sta lì. Ad aspettare non so cosa, ma va bene così. Quando penso che sarebbe tutto più facile (e più pulito) senza pelose in casa, mi ricordo di quanto è bello vederli insieme. E allora va bene, molto bene così.

(In bocca al lupo Silvia, che te lo meriti!)

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