Mo te lo spiego a papà al #mammacheblog

di Francesco Uccello 

Al #mammacheblog c'era anche il nostro Francesco Uccello, in arte motelospiegoapapà. Ecco cosa ha raccontato a Da1 e Da2 dopo essere ritornato a casa.

Francesco Uccello

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Francesco Uccello al #mammacheblog

Francesco Uccello al #mammacheblog

«Papà, ma non tornavi più? Ci avevi abbandonato?»
«Ma sei impazzito? Papà torna sempre. Sono andato a Milano per lavoro».
«E lo hanno comprato il libro tuo
«Non ho parlato del libro questa volta».
«E allora che sei andato a fare?»
«Ho partecipato ad una cosa che si chiama #Mammacheblog».
«E tu mica sei mamma?»
«Infatti ero l'unico papà ad avere un blog».
«E ti hanno fatto entrare?»
«A dire il vero pensavo proprio che non mi facessero entrare».
«E che è successo?»
«Ho visto le facce delle mamme che sembravano dire: Ma chist' o' ver' fa?» (che per i nord-europei equivale a dire Ma questa persona realmente è convinto di stare qui)
«E poi che hai fatto?»
«Ho messo la t-shirt di Mo te lo spiego a papà e come un supereroe sono volato in mezzo a tutte le mamme dicendo: Anche i papà possono raccontare le cose che fanno con i figli e state bene attente perché con noi ci si fa un sacco di risate».
«Io lo sapevo che non ci avevi abbandonato perché tu sei un papà che gioca sempre con noi».
«Amore mio, nata vota questa storia?»
«Ma si giocava pure in questo posto?»
«Il gioco era quello di conoscere un sacco di persone che in genere si incontrano solo parlando al computer».
«E come erano?»
«Avevano degli odori, delle espressioni, dei sorrisi e tante cose da raccontare. Alcune sono davvero forti e in gamba mentre altre non sono neanche simpatiche».
«Papà, la prossima volta voglio venire pure io».
«Come NO. C'erano un sacco di cose per i bambini e uno stand pieno di merendine. Divertimento assicurato».
«Tu ti sei divertito?»
«E' stato divertente girare il video di presentazione, seguire alcune lezioni e fare il pieno di energia».
«Ma che diiiici, il pieno si fa della benzina».
«Quando incontri persone felici, mammefelici, che ti invitano a fare sul serio, a non gettarsi addosso la sfiga e a credere in se stessi, ma senza dimenticare di volare bassi allora corpo e mente fanno il pieno di una energia che serve per essere i migliori».
«Papà tu sei il più migliore».
«Lo so a papà, ma non glielo potevo dire così».

P.S. Grazie al #mammacheblog in quattro giorni di permanenza a Milano sono andato due volte al cinema, una volta ad un aperitivo, quattro volte a cena fuori e una a bere in un locale cool di Milano. Non accadeva dal 2007, ma quando ci sono momenti di duro lavoro tocca pure farlo.

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