Padre a Tempo Indeterminato

di Valentina Bozzetti 

Cosa significa essere padre 2.0? Ce lo spiega Marcello Signore, blogger e giovane scrittore di un libro ora in libreria che racconta una storia (sia chiaro dal grande senso ironico) di cambiamento e adattamento di un ragazzo che diventa padre all'improvviso fra imprevisti e finale a sorpresa

Valentina Bozzetti

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Padre a Tempo Indeterminato. Questo il titolo del libro, disponibile da pochi giorni, firmato da Marcello Signore. Una storia, raccontata dal piglio ironico e ritmato del suo scrittore, che parla di Michael, un giovane, anzi giovanissimo, protagonista che si ritrova all'improvviso padre obbligato dal destino ad affrontare un'esperienza che gli cambierà la vita.
Michel non è il classico giovane simpatico e socievole, piuttosto è quel personaggio che un po' tutti definiremmo irrimediabilmente antipatico, ma di quell'antipatia che fin dal primo capitolo, disponibile già dal alcune settimane in preview, te lo fanno amare.
Marcello, blogger attivo sulla sua piattaforma marcellosignore.com, conduttore su RadioDeejay e molto altro, si "reinventa" scrittore raccontando la storia di cambiamento e scossa di un giovane che si trova a gestire l'unica cosa davvero indeterminata della vita aggiungendo la giusta dose di sale nelle parole e una musica che accompagna tutte le scene e che diventa la colonna sonora di tutto il libro, proprio come accade in un film.

Marcello puoi raccontarci com'è il protagonista della tua storia?
E' un personaggio introverso e questo è il motivo per cui ama il baseball che è uno sport finto di squadra. Lui si sente parte del mondo, ma crede sempre di essere speciale. E' una persona che non vuole legami e cerca di distruggere quelli che ha. E' duro e molto solitario, ma si capisce che in gran parte è perché, fin dall'inizio, trasferendosi a Milano da Los Angeles gli manca il mondo da cui viene.

C'è qualcosa di autobiografico nel libro e nel personaggio?
Secondo me uno scrittore non scrive mai di cose che non conosce. C'è tanto che ho preso da me, ma un romanzo ti aiuta a fare due cose: riscrivere la tua storia e darle dei contorni che non ha avuto aggiungendo dettagli pittoreschi. Anche la bambina, che io non ho, può diventare autobiografica perchè in realtà è una metafora che volevo diventasse universale e che simboleggiasse un grande cambiamento della vita.

Quindi la tua "bambina" qual è?
La mia è stata Milano, parte profondamente autobiografica visto che il libro inizia con lui che torna a Milano da L.A.. Quando sono tornato qui dall'America ero molto triste, ma venire qui è stata la mia bambina e mi ha portato tutte le cose belle che ho fatto.

Michael vive un cambiamento e diventa diverso. Diverso come?
Non diventa diverso, cambia certo, ma più che altro si adatta alla nuova situazione. L'unico vero cambiamento è il considerare un'altra persona nella sua vita, qualcuno che non può tagliare fuori nonostante il suo modo di vivere molto esclusivo … A meno che, ovviamente, non decida di rinunciare...

Padre all'improvviso. Tu come reagiresti?
Il protagonista fa quello che avrei fatto io. Prima di tutto controlla quanti soldi ha e poi, da perfetto maniaco del controllo, fa una lista di cose da comprare. Poi si preoccupa del suo lavoro perché da quel momento c'è qualcuno da cui tornare a casa la sera e da "sistemare" durante la giornata.

A proposito di aspetto economico, secondo te nella vita, considerando la crisi che viviamo, c'è un momento giusto per essere genitori?
Ci sono due momenti. Uno è quello dell'anima ed è quando lo si decide anche se non si guadagna abbastanza e ci sono delle difficoltà e uno è quello razionale in cui ti chiedi come si fa a fare un figlio con il mutuo da pagare etc. Però a un certo punto arriva il Momento, quello in cui o succede o decidi di farlo e poi l'essere umano riesce a trovare anche nelle difficoltà la strada giusta.

Hai mai detto "Questo con mio figlio non lo farò mai!"?
Penso sarò un padre molto pesante perché mi sono accorto che sono apprensivo. Forse sarò il padre che ho sempre detto non sarei voluto essere. Però sarò anche creativo e incoraggerò mio figlio a sviluppare le sue passioni, esattamente come ha fatto la mia famiglia con me.

Sei uno scrittore, ma spesso i bambini non amano leggere. Come li avvicineresti a questo mondo?
Adesso esistono molte forme di lettura, con l'Ipad e altre interattive che permettono al bambino di entrare nella storia. E' cambiata la forma, ma il senso della lettura è rimasto lo stesso ed è un valore universale. Quello che farei è far capire a mio figlio questo valore scrivendo in prima persona, per esempio le poesie di Natale, così da fargli capire l'importanza della lettura e della scrittura nello stesso tempo. Queste cose sono immortali e nessun tablet le potrà mai sostituire.

E il rapporto bambini-tecnologia come lo gestiresti?
Controllerei tutto. Io non ho potuto vedere la tv fino a 14 anni, cosa che mi ha frustrato molto, ma mi ha permesso di andare nella mia stanza e fare altro quindi leggevo, scrivevo o comunque approfondivo cose che mi piacevano. Questo alla fine mi ha fatto il regalo più grande di tutti. Comunque fino a 14 anni di Facebook non se ne parla anche se chissà cosa ci sarà quando mio figlio avrà 14 anni. La via giusta è la via mezzo ed è l'educazione che sta a monte quella importante e che influenza come i nostri figli useranno i mezzi che avranno a disposizione.

Il libro ha anche una colonna sonora, come è stata scelta?
La musica fa parte della narrazione e molte scene mi sono venute in mente ascoltando una canzone in particolare quindi quello che volevo è che facessero parte del libro e succedesse come per i film quando sui titoli di coda senti una canzone bellissima e la associ a quel determinato momento.

E qual è la colonna sonora della tua ipotetica paternità?
Sono un grande fan del country. Sceglierei Tomorrow di Chris Young o You And Tequila di Kenny Chesney. Un'altra canzone è Won't Go Home Without You dei Maroon 5 che cantavo come ninna nanna alle mie nipotine.

E' Estate. Immaginati papà, le vacanze le passi a...?
Los Angeles. Spesso con un bambino piccolo pensi, "inutile andare in posti lontani, tanto non li ricorderà", ma anche tu devi costruire dei ricordi insieme a lui. E poi vorrei fargli conoscere tutti i miei amici e la sua altra famiglia che è quella che io ho li.

Curiosi? Guardate il book trailer e buona lettura.

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