Consigli di moda (nella settimana della moda)

di Silvia Gianatti 

Quanto conta lo stile quando si parla di bambini? Ecco i consigli di Stefano Cavalleri, stilista e fondatore del marchio Quis Quis

Silvia Gianatti

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Mamme che spendono, che vestono i loro bambini con cura, che ricercano uno stile personale già in fasce. Quante ormai spendono più per i loro figli che per loro stesse? Amanti dello shopping da sempre, quando nasce un bambino non vediamo l'ora di vestirlo, comprare quell'abitino "delizioso" visto in vetrina o on line. Non è fondamentale, forse neanche necessario, ma la moda ci piace. Abbiamo chiesto quindi consigli a un esperto di look per come vestirli, mentre si aprono le danze della Milano Fashion Week . E ci siamo fatti raccontare che cosa c'è dietro a un marchio di moda. Stefano Cavalleri è lo stilista e fondatore di Quis Quis, marchio presente nei più prestigiosi multibrand nel mondo e che, a marzo 2014, inaugurerà la prima boutique monomarca a Doha (Qatar) nel prestigioso Pearl.

Quanto conta lo stile nell'armadio di un bambino?
«Tutti i giorni i bimbi non si devono dimenticare di essere bambini! Consiglio dunque di non eccedere; bisogna ricordare che si può essere eleganti anche con un paio di jeans e una t-shirt bianca»

È più importante la praticità o la bellezza?
«La bellezza è indispensabile e la praticità è utile: sì ai bambini liberi e non imbalsamati!»

Quanto si può osare nell'abbigliamento per bambini senza che risultino vestiti "da grandi"?
«I bambini delle mie collezioni sono e restano sempre bambini -magari sono principi e principesse - ma disegno sempre per regalare quella sensazione di sogno che l'infanzia ha connaturata in sé e che merita. Le mie frasi infatti sono quelle del Piccolo Principe: «L'essenziale è invisibile agli occhi», «non si vede bene che con il cuore», «tutti i grandi sono stati bambini ma spesso non lo ricordano». Lascio esprimere sempre il bambino che c'è in me.»

Come li vestiamo invece per una cerimonia?
«Per una cerimonia bisogna lasciare interpretare al bambino il proprio sogno, via libera dunque a principesse, Peter Pan, cavalieri, gentiluomini e ballerine.»

Quanto conta il gusto personale del bambino e quello della mamma (che è di fatto la persona che compra), quando pensa a una collezione?

«I bambini prima di tutto. Ei mai i dettami della moda!»

Come è diventato stilista?
«Sono sempre stato un esteta innamorato della moda e dell'arte, un creatore che ha sempre amato giocare con i tessuti e i colori.»

Come nasce una sua collezione?
«Da mille ispirazioni, un film visto un libro letto un esposizione o una galleria possono darti il via ad una parte di collezione. Un viaggio, un mercato, la gente per strada tutto è fonte di ispirazione e poi... la fantasia!»

Sta arrivando Carnevale, lei come li (tra)vestirebbe?
«Chiaramente da Peter Pan o principesse.»




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