STORIE DI MAMME: una mamma imprenditrice

di Silvia Gianatti 

Segue il ciclo di mamme "normali" (donne speciali) che hanno dato alla luce idee originali, dopo la nascità di un figlio. Oggi presentiamo Francesca e un sogno avverato.

Silvia Gianatti

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Nata a Verona, Francesca ha sempre amato viaggiare e cambiare città. Nel 2009 è nata Luce. E con lei l'idea di aprire un'azienda di arredamento per bambini. Quando non trovi sul mercato quello che vuoi, allora lo crei. Un marito architetto, un sogno in comune, Francesca è un vero esempio di "volere e potere".

Che cos'è Lait Baby?
Lait Baby è il marchio dell'azienda Lait Design srl, che io e mio marito abbiamo fondato subito dopo la nascita di Luce. Dalla presentazione ufficiale dei primi due prodotti (la culla Oceano e il lettino Giardino) abbiamo sviluppato ben 4 cataloghi, ampliando ogni volta la gamma di prodotti con linee per neonati, bambini e ora anche ragazzi. Comuni denominatori sono la qualità e l'attenzione per i processi produttivi, il rispetto delle normative (con relative certificazioni), un design semplice e accattivante ma soprattutto funzionale e comodo.

Come ti è venuta l'idea?
L'idea è maturata quando abbiamo cercato il necessario per Luce e non abbiamo trovato sul mercato i prodotti che avremmo voluto per accoglierla: allora Silvio, che è architetto, si è impegnato a progettare una culla e un lettino per i nostri prossimi figli.
In particolare, ritenevamo fondamentale il fatto di poter vedere la nostra bimba senza doverci alzare ogni volta dal letto, cosa che ci sembrava peraltro assolutamente logica dato che è quello che avviene anche in ospedale, dove le culle che accolgono i neonati sono trasparenti.
Inoltre, soprattutto per il lettino, non ci piaceva l'idea delle sbarre che avrebbe fatto sentire Luce come in una gabbia, impedendole di vedere all'esterno e di sentirsi "inserita" nell'ambiente circostante. Così è cominciata quest'avventura, con l'obiettivo di proporre soluzioni di qualità e semplice, per facilitare il quotidiano di mamme e papà in periodi in cui la routine può essere molto intensa e impegnativa!

Come avete iniziato?
Abbiamo iniziato con dei disegni su carta da focaccia! Poi, una volta visto il potenziale, siamo partiti in quinta e con la massima serietà . Silvio gestiva la realizzazione dei prototipi in legno e le analisi con l'ente certificatore nel rispetto delle normative, io intanto lavoravo sulla comunicazione, oltre a selezionare i fornitori per le linee tessili e i vari accessori.
Ci si è aperto un mondo, ci siamo resi conto di quanto a volte si scelgano i prodotti per i propri bimbi senza le giuste priorità, anche se magari in buona fede!

Cosa facevi prima di Lait Baby e prima di diventare mamma?
Prima di diventare mamma, subito dopo la laurea, ho trascorso un paio di anni in Francia lavorando in una multinazionale, gestivo le relazioni tra le varie sedi europee e svolgevo ricerche di marketing. Una volta tornata a Milano, nel 2007, ho invece lavorato per una holding del lusso. Diciamo che avevo scelto di tornare in Italia ma non di arrendermi ad una vita troppo sedentaria! Poi sono arrivati il matrimonio e la desideratissima gravidanza: è stato allora che abbiamo deciso di lasciare Milano (che abbiamo amato e che ci ha dato moltissimo!) per trovare un ambiente più adatto ad una vita con un bimbo, con un paesaggio meno cittadino e una dimensione più raccolta, spostandoci a Genova.

In cosa ti ha cambiato la maternità, nel lavoro?

Il mio ruolo di mamma/imprenditrice è un ruolo che ho rivestito da sempre, nel senso che da quando c'è nostra figlia Luce, c'è anche Lait Baby quindi in un'unica volta ho abbandonato l'idea dell'essere "dipendente" e mi sono messa in gioco in modo del tutto nuovo, sia dal punto di vista personale che professionale! Prima dell'arrivo di Luce sicuramente prendevo le decisioni solo in funzione mia e della persona a mio fianco, ora tutto gira intorno ad un equilibrio a tre che si è però instaurato spontaneamente, dato che i ritmi di lavoro di Lait Baby, seppure molto intensi, hanno da sempre "fatto i conti" con il mio impegno come madre.Come madre imprenditrice, a volte mi sono chiesta se levassi troppo tempo a Luce (specialmente essendo cresciuta con l'esempio di una mamma casalinga), dato che gestire una realtà aziendale in prima persona comporta delle responsabilità che impediscono di avere orari fissi o completi momenti di spensieratezza. D'altro canto però, ho il vantaggio di poter gestire in totale autonomia la mia agenda: a volte devo lavorare nel week-end o la sera, ma se mia figlia si ammala posso esserci e se voglio dedicarle un momento durante la settimana lo decido da sola!Inoltre, cosa ancora più importante, credo che questo lavoro mi abbia fatta crescere nella mia maternità e capire che posso essere realizzata professionalmente ed essere una buona madre anche se qualche volta dico a Luce che deve aspettare un altro po' per giocare con me perché devo finire alcune mail o ho delle urgenze.Ho compreso che anche questo è un modo di educarla e di darle l'esempio su come non debba limitarsi o precludersi delle ambizioni o delle attività che le piacciano: a volte quando le chiedono "Cosa vuoi fare da grande?" lei risponde "Voglio lavorare!" e per me è una cosa bella. Le nego forse qualche momento, ma lei potrà crescere con la convinzione che come donna potrà aspirare e ambire a ciò che vorrà! Credo sia stata tra l'altro un'importante esperienza di crescita anche come coppia: in generale lo sviluppo di Lait Baby ha permesso a me e Silvio di metterci alla prova, affrontando insieme anche le sfide sul lavoro e rafforzando ancora di più la nostra identità e la nostra visione delle cose come famiglia e come team.

Che progetti hai per il futuro?
Per il futuro di Lait Baby, stiamo valutando la distribuzione di alcuni prodotti dall'estero che riteniamo molto validi e che si affiancheranno benissimo alla nostra linea di arredo e accessori tessili già presenti.
Per la nostra vita privata continueremo ad affrontare tutto come un'occasione di crescita, forti dei traguardi già raggiunti, e sicuramente allargheremo la famiglia… L'obiettivo di crescere lo abbiamo proprio nel nostro codice genetico!

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