Storie di mamme: Sylvia e la sua linea dall'anima "green"

di Francesca Favotto 

Sylvia era una donna in carriera nel settore della moda. Ora è l'ideatrice della sua linea dedicata alle mamme che hanno esigenze pratiche, dall'anima green. Per semplificare la vita delle mamme, come lei.

Francesca Favotto

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Vi raccontiamo una storia: Sylvia Gersbach lavorava nel mondo della moda (selezionava tessuti per grandi marchi, viaggiando moltissimo all'estero, soprattutto in India), era una donna in carriera, ma dopo l'arrivo dei due figli, ha deciso di cambiare vita. Le esigenze della maternità le hanno dato le idee per disegnare i pezzi del suo nuovo brand Baby Buh, ovvero articoli per bambini da 0 a 6 anni, caratterizzati da uno stile moderno e pensati per essere estremamente funzionali, pratici e sicuri. Tutti i prodotti sono studiati per essere "intelligenti" e aiutare mamme e bimbi nella gestione della routine domestica. Alcuni esempi? Le borse da neonato sono della dimensione giusta per contenere il biberon in piedi, un dettaglio che molti brand non sembrano tenere in considerazione; le "tasche da letto" in tessuto, dove i bimbi possono riporre libricini e giochini prima di crollare addormentati, senza perderli nel letto sono un'invenzione di Sylvia; infine, tutti i pigiami sono dotati di tasconi colorati sul davanti, in cui i bimbi possono riporre fazzolettini e giochini.

Altro fattore fondamentale è l'eco-sostenibilità : avendo viaggiato tanto in India, Sylvia ha avuto modo di constatare il grande spreco legato alla produzione di tessuti. Per questo si è associata ad alcune aziende locali a conduzione familiare e ha scelto di abbellire ogni articolo, recuperando stoffe già esistenti. Il risultato sono pezzi colorati, fatti con materie prime naturali, e immediatamente riconoscibili per il loro stile giocoso ma semplice.

Sylvia, raccontaci di te... "Sono una mamma di due maschietti di 4 e 5 anni. Laureata in Economia e Commercio, dopo una breve esperienza in DHL, dove spostavo pacchi durante la notte per potermi pagare gli studi, ho iniziato a lavorare in un'azienda tessile. Lì ho imparato le nozioni fondamentali del mondo dei tessuti, delle stampe e dei colori. Forte di questa esperienza, ho continuato a lavorare nel settore specializzandomi nell'abbigliamento. Le produzioni si sono spostate sempre più lontane e anche io ho dovuto preparare valigie sempre più piene. Grazie a questo lavoro ho potuto conoscere paesi diversi, ricchissimi di cultura, di tradizione e di magia. Ho trascorso moltissimo tempo in India, passando giornate intere (e notti) a controllare capi di abbigliamento, a "sdifettare" campioni, a contrattare sui prezzi, a controllare che le stampe, le tinture, i tessuti venissero prodotti secondo regole ben precise. Ho vissuto un po' di quell'India che un turista non potrebbe mai conoscere. E ne sono molto grata. È arrivato però il momento in cui la valigia ha cominciato a pesare troppo. Ho rallentato i viaggi. Mi sono sposata ed è arrivato Tobia. Era il 2010. Mi trovavo davanti a quel bivio a cui si trovano molte mamme: lavoro o mollo? Non sono riuscita a trovare un accordo, anche temporaneo, con l'azienda. Così ho deciso di mollare, venendo catapultata nel mondo delle mamme e dei bambini. Mi sono resa conto che molte cose che utilizzavo non erano facilmente disponibili. All'epoca le mussole erano molto popolari nel mondo anglosassone, ma non qui. Le swaddle (coperte molto grandi in mussola di cotone usate per praticare, appunto, lo swaddling) hanno fatto scattare in me la voglia di mettermi in gioco. Questa volta, però, per me e la mia famiglia. L'idea era quella di creare articoli utili, pratici, comodi, resistenti e colorati, ma con un occhio attento all'ambiente. E quindi, eccomi qua".

Che interessi hai? Hobby? "Mi interessa tutto quello che non conosco (tranne l'elettronica e il mondo del food). In realtà perché sono una maniaca del controllo e del sapere. Se mi si parla di qualcosa che non conosco, mi infastidisce moltissimo non saper come intervenire. Prima dei bambini ero molto appassionata di fuoristrada 4x4, passione di famiglia. Avevo una piccola Jeep, di quelle alte, molto sportive, sempre sporca di fango. Mi piaceva molto perché permetteva di raggiungere posti sperduti nella natura, improvvisare campeggi sulle alture, un fuoco e via…".

Con due bambini piccoli come ti piace rilassarti? "Diciamo che per rilassarmi mi piace andare al cinema, o guardarmi un bel film con un bicchiere di vino. Quel poco tempo che ho a disposizione lo uso per andare in palestra a scaricare lo stress".

Com'è nato Baby Buh? Da che idea? "Baby Buh è nato da esigenze pratiche. Avevo bisogno di un letto dove non si scoprissero i bambini e sono nati i sacchi letto. Odiavo quei borsoni dove si perdevano tutte le cose piccole: e così sono nate le borse con tante tasche di varie dimensioni, per mettere pupazzi, ciucci, etc… Mi servivano delle coperte funzionali, leggere, multiuso, fresche e morbide: sono nate le swaddle. Siamo sempre stati una famiglia zingara. Ogni week-end siamo da qualche parte, tra nonni e piccoli viaggetti, così avevo bisogno di borse, beauty case e fasciatoi che organizzassero in modo efficace tutte le cose che dovevo portare con me, come fossero una check-list: sono nati i set coordinati. Volevo dei grembiuli per far giocare i bambini senza l'ansia di sporcare i vestiti: sono nati i grembiulini. Tutte esigenze super pratiche, di cose funzionali che alleggerissero la vita di tutti i giorni".

Qual è il punto di forza delle tue creazioni? Come vengono realizzate? "Sono disegnate da me (con l'aiuto di grafiche per la parte prettamente esecutiva) e realizzate in India in una piccola azienda a conduzione famigliare che conosco da più di dieci anni. Il punto di forza dei nostri prodotti è che partono da idee molto pratiche. Ogni prodotto deve essere utile, funzionale e allegro, senza dimenticate il lato "green". Il rispetto dell'ambiente è sempre stato conditio sine qua non per la scelta dei processi produttivi. Per questo abbiamo sempre scelto di utilizzare il più possibile tessuti di recupero, ovvero tessuti prodotti per l'abbigliamento destinato all'Europa ma scartato per piccole imprecisioni, come nuance di colore diverse, peso del tessuto errato, dimensione errata della stampa, ovvero difetti puramente di stile che li hanno però resi inutilizzabili. Sulla scia dell'eco-sostenibilità, l'estate scorsa abbiamo creato la nostra prima collezione 100% organica. Il cotone organico è il futuro del pianeta".

Dove si possono comprare? "Per ora solo sul nostro sito, su Amazon e qualche negozietto".

Prossimi obiettivi? Sogni? "Riuscire ad affermarci come brand, portare il nostro design all'estero ed essere riconosciuti come un marchio innovativo e intelligente. Ci piacerebbe realizzare prodotti interamente in cotone organico. Al momento solo una parte dei nostri articoli lo è, mentre il resto è comunque 100% cotone, perché noi amiamo le fibre naturali!".

DA STYLE.IT

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