Janie Bryant (Mad Men): Uno stile personale parte dalla lingerie

13 dicembre 2009 
<p>Janie Bryant (Mad Men): Uno stile personale parte dalla
lingerie</p>
PHOTO KIKAPRESS

Mad Men, la serie tv che racconta l'America dagli anni '50 in poi attraverso la vita di un'agenzia di pubblicità, giunge alla sua terza stagione (in onda dal 13 dicembre ogni domenica alle 21.00 su Cult, canale 319 di Sky). Pluripremiata per interpretazione, regia e sceneggiatura, questa fiction ha largo seguito anche tra le fashioniste per gli incredibili look dei suoi protagonisti, che hanno trovato nuovi adepti alla "causa del vintage". Tutto merito della costumista Janie Bryant, che tra l'altro ha realizzato per Brooks Brothers una linea ispirata alla serie.

Patricia Field (stylist di Sex&City, Ugly Betty e non solo, ndr) ha avuto un grosso impatto sulla moda in tv. C'è già chi ti compara a lei. Quanto ti fa piacere?
Tantissimo! Ricordo ancora la prima volta che è successo. Era una tv canadese. Nel bel mezzo dell'intervista il giornalista mi ha detto "Janie, lo sai che sei la prossima Pat Field?" e io ho pensato: WOW.
Per me è un tale onore. Ed è appagante sapere che il pubblico ha notato costumi e design di Mad Men. E' uno show che mi sta immensamente a cuore...

Alcuni trend raccontati da Mad men sono usciti dalla tv per tornare sulla strada...

Anche questa è stata un bella sorpresa. Non avevo idea di quanto impatto potesse avere stilisticamente lo show. Come ho già detto gli sono affezionata, ne sono coinvolta e questo è stato come un regalo, un bonus, un extra.
Tutta la mia vita è sempre ruotata attorno a moda e styling. Mi sono occupata di ogni tipo di look per qualsiasi tipo di occasione. Mi piace sapere che le persone guardano Mad Men pensando: "Caspita, questo vorrei proprio indossarlo!".

I tuoi look sembrano molto studiati. Che tipo di impegno ci metti?
Per quelli femminili parto davvero dai "fondamentali" ovvero dalla lingerie, da come l'intimo fa sentire una donna. E per gli anni '50 questo significa partire da reggiseni (con imbottiture), corsetti, calze e reggicalze... Tutti questi capi sono davvero la base del look dei personaggi femminili. La lingerie diventa quasi un rituale per entrare nel corpo delle donne di quell'epoca, aiuta le attrici a entrare nel personaggio prima di raggiungere il set.

E per gli uomini quali sono state le basi?
La maglietta della salute e i pantaloni a vita alta, all'ombelico. Ma la sfida più grande l'hanno rappresentata i colletti inamidati. All'inizio, gli attori, abituati al comfort dei colletti di oggi, si sentivano costretti.

Da una stagione all'altra si passa dai '50 ai pieni '60 senza un break deciso, qualcosa che urli "Attenzione, adesso siamo negli anni sessanta!". C'è un cambiamento costante, quasi impercettibile nei suoi passaggi...

Abbiamo cercato di rendere l'idea di come il gusto cambi nel mondo reale, un po' per volta. Guardati attorno: anche oggi la moda, nel suo viaggio dalle passerelle alla vita di tutti i giorni, si confronta con la silhouette di ognuno di noi.
Così, ad esempio, il personaggio di Peggy, nel suo trasformarsi da una stagione all'altra, diventa più contemporaneo senza perdere la sua aria da studentessa del liceo, rimane una donna discreta ma le sue gonne diventano un po' più corte.
Anche nell'ufficio si osservano piccoli cambiamenti. Le misure si accorciano un po' per tutte, ma le segretarie più anziane continuano a vestire anni '50.

E' vero che un terzo degli abiti di scena li affitti, un terzo li compri e un terzo li fai tu?
Sì, per i primi mi rivolgo a boutique di vintage e a mercatini dell'usato, ma anche a veri e propri negozi di costumi scenici. Una delle mie collaboratrici, poi, fa richieste nei negozi vintage di tutti gli Stati Uniti!
Per buona parte dei personaggi maschili disegno io i modelli che poi Brooks Brothers mi confeziona.
Infine, per i personaggi di Joan e Betty il guardaroba è disegnato da me al 50 e 90%.

Parliamo delle icone che ti ispirano... In una scena si intravvede una foto di Marcello Mastroianni...
Sì, sulla scrivania di Don Draper. Assieme a Cary Grant e Gregory Peck, Mastroianni è stato tra i punti di riferimento per il suo guardaroba. Sono stata ispirata da vari personaggi d'epoca: Grace Kelly per Betty Draper, Marilyn Monroe e Sofia Loren per Joan, Truman Capote, per certi versi, per Sal, Audrey Hepburn per Peggy, etc.
Ma quello che ci interessava, alla fine, era dare a ognuno un guardaroba che fosse distante dai costumi del cinema e fosse il più possibile reale.

Puoi suggerirci quale negozio in cui trovare abiti stile Mad men?
Oddio, ce ne sono tanti. Parecchi designer hanno "asciugato" le silhouette maschili. Penso a Hugo Boss, Joseph Abboud, Banana Republic, Tom Brown...
Per quanto riguarda lo stile femminile, invece, penso sia divertente fare shopping vintage. Ma è bene mixare pezzi d'antan con altri contemporanei: la collana di perle e la giacca di pelle, il giacchino d'epoca e la scarpa ultra moderna...
Infine, è cool rubare qualcosa dal guardaroba maschile anni '50/'60. Penso ai cappelli con la falda stretta e la fascia, alle cravatte sottili, alle giacche. Da indossare con un paio di jeans.

Altri fashion tips per le tue spettatrici?
Partire sempre dall'intimo. Con una regola: che non si veda sotto gli abiti! Il segno dell'intimo è anti estetico.
Poi, sperimentare la moda su misura: insegna pregi e difetti del proprio corpo.
E ancora, mixare griffato e low budget.

E' vero che stai lavorando a una tua collezione?
Sì, ma è un progetto ancora in fieri...

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