Forse ai più il suo nome e il suo viso non diranno molto, ma per
gli addetti ai lavori Linda Loppa è una delle
figure più importanti e autorevoli della moda degli ultimi 30 anni
(parola anche del Time Magazine, che nel 2002 l'ha
incoronata tra i 25 personaggi più influenti nel settore).
Alle spalle un curriculum difficile da riassumere. Nel 1981 fonda
il Dipartimento di Fashion Design presso la
Royal Academy of Fine Arts di Anversa, dove nasce,
da allora, la moda più "colta" e alternativa del pianeta (compresi
i leggendari Sei di Anversa: Walter Van Beirendonck, Ann
Demeulemeester, Dries Van Noten, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e
Marina Yee). Nel 1996 è tra i fondatori del vzw Mode
Antwerpen, oggi Flanders Fashion
Institute, che da anni "combatte" per sostenere in tutti i
modi possibili - eventi, pubblicazioni, mostre... - il talento dei
giovani creativi. Dal 1998 al 2006 è direttore dell'attivissimo e
sempre intrigante Fashion Museum di Anversa. Una
che sa il fatto suo, insomma.
Dal 2007 Linda Loppa è in Italia, chiamata a dirigere l'Istituto
internazionale di Fashion Design e Marketing di Firenze
Polimoda. E' sotto questa veste che la
incontriamo, scoprendo una signora per la quale garbo fa rima con
arguzia.
Un passato, il suo, pieno di momenti importanti e di
soddisfazioni. Quale la rende più orgogliosa?
Non è facile ricordarne solo uno. Nel passato più recente, per me
è stato un grande onore essere chiamata ad occuparmi di una scuola
come il Polimoda. Ho sempre dedicato la mia vita alla formazione,
perchè penso che sia fondamentale nel settore moda: sembrerebbe
scontato, ma alle volte si tende a sottovalutare questo aspetto. Ci
sono molti corsi che si assomigliano, ma mi è sembrato che Polimoda
avesse il potenziale per andare più in profondità rispetto alle
altre scuole che conoscevo...
Anche rispetto a quella di Anversa?
Ad Anversa c'era un corso unico di design della moda, mentre a
Firenze, tra design e marketing, abbiamo oltre 50 offerte formative
diverse: l'overview che Polimoda offre dell'intero settore
professionale è davvero completa. Mi ha stimolato molto questa
sfida. Ad Anversa mi sembrava di avere fatto tutto quello che
potevo fare: non mi rimaneva che andare in vacanza...
Come si trova in Italia?
Tornare in Italia per me è stato come chiudere un cerchio: negli
anni '80 ad Anversa gestivo un negozio nel quale vendevo anche la
moda italiana. In un certo senso sono tornata alle mie origini
professionali.
Nota delle differenze macroscopiche nell'insegnamento
della moda in Italia rispetto al Belgio e al resto
d'Europa?
L'humus è diverso. Ad Anversa non c'era un'industria della moda
vera e propria attorno alla scuola, mentre in Italia la moda è da
tanti anni un settore importante dell'economia, che ha radici in
una lunga tradizione di aziende familiari. In Italia la moda è nel
sangue: questo fatto inevitabilmente influisce anche su "cosa" e
"come" una scuola del genere possa insegnare.