Gentucca Bini: «Stile al quadrato»

13 gennaio 2010 
<p>Gentucca Bini: «Stile al quadrato»</p>

«Pitti crea forme di aggregazione bellissime. C'è un clima piacevole: aperto, concreto, fertile. Sono felice di presentare qui il mio nuovo progetto»: è con entusiasmo che la designer milanese Gentucca Bini parla della sua nuova, originale avventura creativa e del palcoscenico che ha scelto per svelarla al pubblico, Pitti W Woman Precollection.

Come nasce il progetto By Gentucca Bini?
«Un anno e mezzo fa ho partecipato a una tavola rotonda sul tema del Design Thinking, un fenomeno secondo il quale si rivedono e si rielaborano le cose esistenti con una nuova progettualità. Una pratica antica - nell'arte come nel design, e ancora di più nell'architettura - riportata in auge dal sociologo Francesco Morace. Questa tavola rotonda mi ha fatto notare come la moda moderna sia nata proprio così, quando nel dopoguerra - per cause di forza maggiore - le donne dovevano mettere mano al loro vecchio guardaroba e stravolgerlo con forbici, ago e filo per inventarsi cose nuove da indossare. Mi sono detta: sarebbe interessante tornare ad applicare questa pratica alla moda di oggi. Sono tornata a casa e non ci ho pensato più... fino ad ora».

Cosa ti ha dato lo stimolo per questa nuova avventura, dunque?
«Quando ho lasciato la direzione creativa di Romeo Gigli e sono tornata con la mia collezione, ho fatto un'analisi di quello che la moda offre oggi - ovvero una complessità vastissima e sovrabbondante di prodotti e di idee - ma anche della difficile situazione economica del momento. Mi è sembrato il momento giusto per dare concretezza a un'idea di questo tipo. Progettare un nuovo vestito partendo da un vestito già esistente: questa la sfida che mi ha stimolato. Un po' come disegnare su un foglio che un grande artista ha già - per così dire - scarabocchiato».

Un'impresa che richiede anche un certo coraggio...
«Al primo taglio che ho fatto ho sudato davvero freddo! Ma è stato anche estremamente divertente. Continuare il progetto avviato da qualcun'altro non toglie nulla all'oggetto in sé. Anzi, può aggiungere molto: arricchisce l'oggetto di una nuova interpretazione, ma aricchisce anche me che posso scoprire tutti i piccoli segreti che stanno dentro a un pezzo di abbigliamento. Ma la cosa davvero interessante è che questi capi hanno anche il mio stile: il mio gusto e il mio modo di fare moda viene applicato a un capo altrui, "allungandone" e ampliandone lo stile. Tutto ciò, stagione dopo stagione in modo diverso perché, come ben sappiamo, la moda cambia ogni sei mesi».

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