Sfila Christian Dior

26 gennaio 2010 
<p>Sfila Christian Dior</p>
PHOTO GORUNWAY.COM

John Galliano guarda al passato per disegnare il presente e dare un impulso al futuro. Invece di domandarsi, come fan tutti quando inizia la kermesse dell'Haute Couture, quale sia oggi il senso di una moda per pochissime elette, agisce di ago, filo e fantasia per riprodurre in passerella un mondo di grande dame à la chasse et au bal. Racconta di aver fatto ricerca presso il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, dove ha potuto 'studiare' gli abiti realizzati negli anni Quaranta-Cinquanta dal sarto americano Charles James, pronti per la mostra American Woman che si inaugurerà in primavera, scoprendo che fu proprio James a influenzare Dior quando disegnò la celebre bar silhouette. Galliano si assume il ruolo di traghettatore, portando in passerella un'eleganza aristocratica e ieratica, ma grintosa e determinata. Sono amazzoni in giacca strizzata e gonna lunga asimmetrica, abiti di pizzo e tronchetti, cappelli da fantino e frustino, acconciature con veletta e chocker. Verso sera, l'eleganza si fa ricca e opulenta, la musa ispiratrice diventa Millicent Rogers, fashion icon americana degli anni Trenta-Quaranta: per il gran ballo gli abiti sono costruiti con volute di tessuti, ma sono i binomi inaspettati dei colori a dare corpo e spessore, a scandire il sotto e il sopra. Il tema non è nuovo, certo, ma la resa è superba, la ricerca si 'sente' e la messa in scena gode della perfezione artistica del make-up (la pelle di porcellana delle damine ottocentesche, le labbra rosse delle dive hollywoodiane, gli occhi bistrati delle post punk), delle acconciature sofisticate e degli accessori impeccabili. Alla fine, entrata trionfale del cavaliere Galliano tra oltre tremila rose rosse. A dispetto dei rumors che lo davano in partenza dalla maison Dior.

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irene 83 mesi fa

un capolavoro

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