Giovanni Bedin:
«Ecco Worth, secondo me»

27 gennaio 2010 
PHOTO COURTESY WORTH

Quando si cita il nome di Charles Frederick Worth (1825-1895) agli storici della moda brillano gli occhi. E' con la nascita della House of Worth, a Parigi nel 1858, che l'Haute Couture moderna prende convenzionalmente il via. Grazie all'intraprendenza e al sesto senso di questo sarto incoronatosi artista di origini britanniche i paradigmi dell'Alta Moda - tutti i suoi rituali e le sue irresistibili follie - vengono fissati una volta per tutte. A 150 anni dalla sua nascita - e dopo alterne fortune che l'hanno progressivamente portata in un inevitabile cono d'ombra - la Maison torna sulla ribalta internazionale, grazie alla singolare collaborazione di un imprenditore indiano, Dilesh Mehta, e di un giovane designer italiano, Giovanni Bedin.

Giovanni, come nasce il progetto di rilancio della Maison?

«Già alcuni anni fa era uscita una linea di lingerie Couture firmata Worth. Negli ultimi tre anni il proprietario del marchio ha deciso di sospendere questa linea e di affrontare un processo di ristrutturazione globale della griffe. Il primo passo è stato quello della riorganizzazione degli archivi: in questo periodo ho potuto studiarli e preparare la collezione presentata ieri a Parigi, la prima di abiti Haute Couture».

Come racconteresti la House of Worth a chi non dovesse conoscere la storia della moda e quindi l'importanza epocale di questa Maison?
«A dire la verità, mi piacerebbe che questa collezione venisse vista e giudicata per quello che è, a prescindere dalla storia di questa griffe. Ovvero un prodotto che nasce dallo studio attentissimo degli archivi da una parte e dalla scelta di usare lavorazioni raffinatissime e preziose dall'altra. Abbiamo voluto restituire alle donne quello che era il patrimonio del marchio, rinfrescandolo e rendendolo, per così dire, più "snello"».

Quali sono i pezzi forti di questo patrimonio?
«Sicuramente le lavorazioni usate per quella parte degli abiti compresa tra le spalle e il punto vita. Il décolleté era, allora, la cosa fondamentale per le donne. E direi che le cose non sono cambiate molto...».

La tua prima collezione riflette decisamente questa considerazione. Come nascono questi 8 pezzi?

«Abbiamo immaginato i vecchi abiti di Worth accorciandone le gonne. Il punto vita, segnatissimo, torna là dove dovrebbe stare. Le maniche sono importanti, così come - appunto - il décolleté. Sono nati, insomma, dei "minidress alla Worth". Il prodotto è Made in Italy, mentre le applicazioni di piume e i ricami sono opera dell'Atelier Lemarié di Parigi. Ogni capo ha richiesto intere settimane di lavoro».

Con Worth è nata l'Alta Moda. Oggi quale è il senso della Haute Couture?
«L'Alta Moda spinge per un ritorno alle origini di cui molti marchi hanno bisogno per ristabilire il proprio patrimonio genetico. In un momento in cui il prêt-à-porter ha raggiunto prezzi da Alta Moda, è giusto che questa continui ad esistere e a preservare la propria identità. Che ognuno, per così dire, faccia il suo lavoro».

Quale donna avevi in mente quando hai creato questa collezione?
«Ho lavorato pensando alle donne che ho vicino, che sono molto diverse tra di loro. Eppure ognuna saprà trovare il vestito giusto per lei».

Chi vorresti vedere indossare uno di questi pezzi?
Difficile fare un nome solo. Charlize Theron, però, è un'affezionata dei nostri corsetti: ne indossa uno sulla locandina del film fumetto Æon Flux e anche su una famosa copertina di Interview».

I giovani stilisti italiani sono sempre più spesso scelti dalle storiche Maison per il loro rilancio: penso a Riccardo Tisci per Givenchy, a Marco Zanini per Rochas, a Rodolfo Paglialunga per Vionnet...

«E' un privilegio lavorare per griffe così blasonate. In qualche modo ti senti legittimato a usare degli elementi che altrimenti non potresti mai utilizzare. Con una storia alle spalle hai più libertà».

Quale sarà il futuro di Worth?
«Nascerà il prêt-à-porter, tornerà la lingerie, verranno riproposti i profumi... Questo è solo il primo passo. Non potevamo non partire dalle origini».

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RISULTATI
giorgio 77 mesi fa

grande giovanni finalmente entri nella storia della moda( cosa che non avevo mai messo in dubbio) ciao e complimenti ...................

Cristina 77 mesi fa

la creatività di Giovanni non ha confini ............nella sua testa c'è sempre stata una donna sensuale vera e genuina LUi spazia da Marylin Monroe ad Anna Magnani non so se mi spiego !!!!!!!!!! In bocca al lupo Giovanni un bacio Cristina

ornella 83 mesi fa

bravo e complimenti!!

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