Sfila Bottega Veneta: L'idea del movimento

27 febbraio 2010 
<p>Sfila Bottega Veneta: L'idea del movimento</p>
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La pelle è il trend di stagione, ma per Bottega Veneta è anche parte integrante del proprio DNA. E si vede. Perché come la lavorano da loro non la lavora nessuno. Non solo per la ricchezza degli accessori, la Hunting Bag è già destinata a diventare un must, ma anche per la versatilità dell'abbigliamento, dove esplode nella perfezione del tailleur pantalone con giacca doppiopetto dalle spalle diritte, del maxi robemanteau senza maniche, del parka con le tasche a soffietto, dei pantaskin e della camicia da dark lady. Sempre di pelle sono i dettagli silenziosi che si appoggiano su twill di seta lavata, cady di triacetato giapponese, chiffon  stropicciato, crêpe di seta e jersey di seta/cashmere, destinati a dare forma ad abiti aerei, ma costruiti, come spiega Tomas Maier, direttore creativo della griffe: «Iniziano in modo energico, con le spalle strutturate, poi diventano più fluidi sul fondo. Solo quando la donna si muove è possibile vedere la linea del corpo, il completamento della silhouette». E infatti gli abiti mettono in evidenza questa differenza tra il sopra e il sotto, spesso divisi da sottili cinture: sembrano scolpiti nelle pieghe, ammaestrati nel movimento, danzanti con stropicciature ad hoc che li rendono gonfi nelle gonne, scultorei nei corpini. Ancor prima di indossarli, viene voglia di toccarli.

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