Sfila Dsquared2: Anatomia di una dark lady

26 febbraio 2010 
<p>Sfila Dsquared2: Anatomia di una dark lady</p>
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Potevano inseguire l'onda, mettersi sulla scia di quella tendenza "American Woman" riproposta a profusione su quasi tutte le passerelle, ribadendo il proprio know how, quella singolare capacità di coniugare il sexy al preppy classico. Ma Dean e Dan Caten, "terribili gemelli" non a caso, hanno deciso di tirarsi fuori dal coro. Lo stage della sfilata è in realtà un laboratorio sperimentale d'anatomia in cui si fondono le atmosfere noir di film come Frankestein e Metropolis, con quelle biomeccaniche di certi manga giapponesi. Prende vita la femme fatale Dsquared2, una Mme Jekyll e Mistress Hyde dalla silhouette a clessidra, newtoniana per quei capelli così tirati all'indietro, le bocche laccate e la manicure felina. Sotto severi corsetti e lingerie di latex, sopra tubini couture arricchiti da ricami in tulle e cristalli, giacche biker e abiti sartoriali ricoperti da piume dégradé dal nero al rosso. Cappotti in pelliccia di coyote, astrakan e volpe su gonne avvitate in nappa, tailleur dalle linee asciutte per perfette bionic woman. Accessori e dettagli che sono più protagonisti che comparse: scheletri suggeriti, bende e colate di sangue, top membrana e leggings in tulle a  su cui scorre un sistema venoso e arterioso di zaffiri e rubini; tacchi vertiginosi "vertebrali" per scarpe e stivali sado-chic; spille e collane metalliche, carezze gotiche di mani scheletriche, charms dark e gioielli splatter. Qualcosa da celare dietro a quegli occhialoni neri e squadrati?

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