Sfila Emilio Pucci: Il lato bohémien del lusso

27 febbraio 2010 
<p>Sfila Emilio Pucci: Il lato bohémien del lusso</p>
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Il direttore creativo Peter Dundas sceglie la strada dell'opulenza mixata a una sorta di decadentismo, utilizzando le storiche stampe d'archivio della maison, ispirate a Klimt e all'Orientalismo, per una moda sensuale e degna di una contemporanea Janis Joplin. I colori sono cupi: nero inchiostro, blu notte, viola, verde, rosso lacca. I materiali sono preziosi ed elaborati: velluti sovratinti, jacquard, pizzi e fil coupé nelle fantasie di antichi kimono. Si parte con abiti sirena che seguono le curve, portati sotto blazer sartoriali. Lunghissime anche le gonne. Chilometrici i pants a vita alta e a zampa, anche ricamati, indossati con pregiati bolero in coccordillo o il lana doubleface. Gli abiti più corti sono di jersey, pizzo Chantilly o dorato metallizzato, ricoperti di piume sfumate, di paillettes, costruiti come uno scialle drappeggiato sul corpo e orlato di frange danzanti. Quelli più lievi sono di chiffon impalpabile in blu o rosso Oriente. Iper décor per il top di tulle ricamato di pietre e di piume e per la tuta aderentissima con scollo vertiginoso chiuso da lacci incrociati. Non mancano, oltre al coccodrillo, pitone, agnello Kalgan e volpe per capispalla deluxe. Al collo, foulard e sciarpe gettati con studiata nonchalance. Stiletto di serpente, scarpe stringate e sandali si innalzano su tacchi 12; le borse sono di pelliccia; i bracciali sono rigidi, coloratissimi e importanti.

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