Sfila Gabriele Colangelo: La geologica della moda

27 febbraio 2010 
<p>Sfila Gabriele Colangelo: La geologica della moda</p>
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Gabriele Colangelo è tra quelle persone che guardando un albero ci vedono l'esplosione lentissima di un seme. La natura lo affascina per certo e questa sua collezione è tutta orientata ad indagare il fenomeno primordiale dell'erosione, quella forza costante e paziente che silenziosamente modifica il suolo e le rocce. Le superfici degli abiti hanno il dinamismo della trasformazione, della metamorfosi. Texture di tessuti "minerali" riproducono effetti nodosi e scabri; mischie di lana si increspano in onde solide che dilatano la trama; il panno melange si doppia di tela di cotone assumendo un aspetto irregolare; il crepe doppio sembra una selce e i jacquard di seta-lino ricreano un intonaco corroso dal tempo. L'agugliatura amalgama le materie, confonde i confini e le strutture, vortici di plissé diseguali sembrano pieghe marmoree che rendono tribolati i profili delle forme. Organza e chiffon si intrecciano a imitare i chiaroscuri delle pareti rocciose, le sete sono sovrattinte di grigio e calce e impreziosite da microcristalli che sembrano sedimenti metallici. Qua e là accenni di verde rame su microstrisce di chiffon e sopra, "frantumi" di pietre vitree, riflessi siderali, ossidi e smalti. Le pelli dei pantaloni, degli abiti drappeggiati e degli inserti sono membrane plasmate dal vento e la pelliccia di visone scamosciato e sfoderato di appoggia al corpo con tranquillità informale. 

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