Sfila Moschino: Sul filo della memoria (e dell'ironia)

27 febbraio 2010 
<p>Sfila Moschino: Sul filo della memoria (e dell'ironia)</p>
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Si aprono gli archivi, parte la ricerca, ci si immerge nella storia del marchio, nel mondo di Franco Moschino, negli anni '80, in quel sense of humor che tanto manca alla moda. Si spengono le luci, sfila la collezione che Rossella Jardini ha ideato partendo proprio da quella ricerca. Tutto nasce da un orecchino, un cerchio dorato con pendente a boule che si ingigantisce, diventa bracciale, borsa, borchia e stampa su giacchine perbene e chiodo di pelle. "La collezione è una rimasterizzazione - spiega il direttore creativo - un migliorare la resa sonora di una moda che richiede un punto e a capo per spingersi verso il nuovo, adoperando il gioco della memoria". La sfilata gioca sull'inaspettato: tutto si trasforma e cambia postazione. Cappelli da cow boy e da Zorro accompagnano le uscite, gli abiti spagnoleggianti con allegre cascate  di balze rosse o nere, gli ironici tailleur in bouclé e tweed simil-Chanel, con giacche corte decorate da anelli e borchie dorate e gonne slim con tasche-borsellino. Sotto, bluse impalpabili chiuse da un fiocco o dolcevita minimal. Le frange profilano le maniche di giacche di pelle o di tessuto maculato, o si allungano per dare vita ad abitini e a giacche dorate Texas style. La gorgiera diventa una gonnellina danzante; la guepière crea giochi trompe l'oeil sulle giacche da sera in arancio e fucsia, profilate di tulle nero.

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