Sfila Byblos: Mutazioni in fatto di moda

28 febbraio 2010 
<p>Sfila Byblos: Mutazioni in fatto di moda</p>
PHOTO MONICA FEUDI -

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Per ammirare a tuttotondo questa cyberwoman meglio partire dal lato B: perché è dietro, sotto la vita, che gli abiti e i cappotti  danno il meglio di sè con costruzioni aeree, doppi sfondopiega, orli asimmetrici, code appuntite rubate alle marsine, drappeggi rivoltati all'in su per ingabbiare la silhoutte. Davanti, colpiscono le lavorazioni delle spalle insellate e delle maniche strutturate attraverso microspalline a mezzaluna che contengono come uno scudo le braccia. Gli outfit sono come corazze che proteggono il corpo attraverso materiali futuribili lavorati con trattamenti avveniristici: piumaggi digitali dalle sfumtaure cromatiche metamorfiche, agugliature che definiscono i confini tra stampe e panno, disegni ipernaturali 'tatuati' e 'fotocopiati' sul tessuto, sovrapposizioni seriche per determinare spessori dalla consistenza iperbolica. È una moda ergonomica, nella quale ogni elemento è funzionale all'altro, e anatomica, nella quale ogni elemento è al servizio del corpo. La parte decorativa è sviluppata seguendo un'idea di dinamismo nel quale ruotano in maniera seriale ispirazioni tribali e suggestioni meccaniche, l'interpretazione evolutiva dell'animalier come se fosse 'spalmato' con l'aerografo, la profondità restituita dalla lana lavorata a scacchi per creare un gioco optical. Le squame in metallo compaiono sulle braccia e sugli scolli per ricordare che stiamo assistendo alla metamorfosi di un'aliena in terrestre.

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