Sfila Iceberg: Il fascino della metamorfosi

28 febbraio 2010 
<p>Sfila Iceberg: Il fascino della metamorfosi</p>
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Una musica da film noir, un viaggio tra epoche (dagli anni '60 ai '20) e mondi diversi (maschile e femminile) scandiscono la collezione di Paolo Gerani giocata sui contrasti. La sua donna passa dalla sensualità all'androginia vestendo jacquard, scacchi e macro pied-de-poule, maglia, seta e tessuti cangianti. I materiali maschili sono utilizzati per caban e cappottini con maxi cappucci, gonne longuette con profondi spacchi lateriali, calde camicie. I pull di lana grossa e mélange si portano su abiti di nylon effetto liquido o su abitini di seta a pieghe anni '20. Declinati in giacche e abiti, i tricot si adornano di frange di lana a balze. Nelle versioni più sorprendenti, le maglie presentano una parte porteriore mancante, come tagliata, abbinate a longuette di seta stampata o realizzate in tweed davanti, in raso dietro, con lievi panier che rendono più morbidi i fianchi. La camicia da uomo si porta come un abito ed è di cotone candido o di seta nera con carré ricamato di perline, le stesse che adornano i girocolli di mini-boleri e di cappotti-fourreau di montone. Il tailleur più giovane vuole caban o giacca destrutturata, portati con una gonna cortissima da cui sbuca un paio di boxer (visibili anche dagli spacchi delle longuette). Borsoni da weekend, o da fuga in stile Hitchcock, accompagnano la sfilata.

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