Sfila Marni: An artistic passion for dresses

28 febbraio 2010 
<p>Sfila Marni: An artistic passion for dresses</p>
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La si può incontrare all'uscita del New Museum di New York, interessata com'è alla sperimentazione, alla novità formale, all'apprezzamento artistico non convenzionale. Perché non convenzionale, ma non anticonformista, attenzione!, è la sua estetica, fatta di solidi punti di riferimento, come i coat dal piccolo collo a cratere anni Cinquanta o le gonne a ruota, i pulloverini perbene o i setteottavi rettangolari, gli occhialini da intellettuale o la borsettina da vernissage delle 5. La Marni addict veste con abiti pattern-paintings, una 'tela' sulla quale sono state riprodotte le opere del pittore inglese contemporaneo Gary Hume; si muove seguendo l'armonia delle proporzioni, dei tagli e dei volumi; si lascia incantare dalla freschezza di colori insoliti, meglio se mescolati tra di loro. Sfilano bermuda allungati e pantaloni a metà polpaccio, top con baschine abat-jour e gilet svuotati, piccole bluse trasparenti e abiti con materici giochi trompe l'oeil. Il due pezzi è il pezzo forte: sopra e sotto, a stampe geometriche all over coordinate en pendant anche con le borse, diventano una soluzione vestimentaria di grande effetto visivo, da completare con gioielli scultura in resina, osso, tessuto, guanti da guida in pelle e crochet, calzettoni con banda trasparente. 

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