Sfila Versus: Kane Versus Kane

02 marzo 2010 
<p>Sfila Versus: Kane Versus Kane</p>
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"Dear Donatella...I hope you like...". Firmato Christopher Kane. Lo stilista presenta così al suo boss il secondo capitolo della collaborazione chez Versus, con una lettera che sembra un biglietto d'accompagnamento ad un cabaret di pasticcini. Sono come pirottine colorate le gonne a ruota dei corti vestiti in organza, satin, pelle e velluto, tutte un plissé apprettato in blu acciaio, arancio, viola, navy, rosso lipstick, verde bottiglia e nero. Le signorine Versus indossano una carrellata di partywear freschi e svelti, che con giusto pochi elementi (una t-shirt, un vaporoso cardigan di mohair e biker boots metà sandalo e metà anfibio stringato) possono addirittura sembrare casual oppure, per certi interventi a gabbia su maniche e corpetti, acquisire il piglio militaresco "di piccoli soldatini d'ottone". Colori, geometrie e materiali nascono da un compromesso ben riuscito: la passione di Kane per le stampe fotografiche, e l'archivio di Maison che raccoglie le vecchie campagne firmate da Bruce Weber, immagini in bianco e nero lavate nel colore. Si sviluppa così un vero e proprio vocabolario Versus, fatto di t-shirt stampate, abbinamenti di colori ispirati ai fondali contrastati delle foto, borsine "lunch-box". La Signora risponde al gentil presente lodando - dal backstage della presentazione allestita a Palazzo Versace - la creatività e la continua ricerca innovativa del suo protégé: "Rispetta le donne e ama lavorare con loro, guardatelo!". With love,Donatella.

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