Carpisa, rivoluzione verde

01 marzo 2010 
<p>Carpisa, rivoluzione verde</p>

A parole sono capaci tutti. Ma, alla prova dei fatti, la salvaguardia dell'ambiente si rivela un impegno che non tutte le aziende sono in grado, concretamente, di rispettare.
Non è il caso di Carpisa, l'azienda napoletana leader nel settore borse, valigeria e accessori di fascia accessibile, che ha recentemente presentato il progetto Green Revolution, con il quale, su più fronti, si mette in campo a sostegno della formazione di una coscienza collettiva che tenga conto del precario "stato di salute" del pianeta che ci ospita. E ci piace sottolinare come questo sforzo arrivi proprio da una regione che di problemi, sull'argomento, ne ha dovuti affrontare parecchi e spinosi.

Dal 6 al 27 marzo gli oltre 500 punti vendita Carpisa d'Italia si trasformeranno in una rete di centri di raccolta di "borse dismesse": chiunque potrà consegnare una vecchia borsa e in cambio, a fronte di un qualsiasi acquisto, riceverà una pratica EcoShopper. Ma - cosa più importante - le borse raccolte verranno accuratamente "smembrate": tutti i materiali ricicabili verranno riutilizzati, mentre gli scarti inutilizzabili verranno destinati a un termovalorizzatore. Con l'occasione, le donne che si sono separate da una borsa ormai immettibile potrebbero rimpiazzarla lasciandosi tentare dai modelli delle nuove linee Carpisa PE 2010 realizzate in materiali anch'essi riciclati o riciclabili. 

Ma la Green Revolution di Carpisa riesce anche a inglobare l'interesse per i giovani talenti dell'arte contemporanea che il marchio ha dimostrato dal 2006 a oggi. Il manifesto del progetto è infatti stato commissionato a Roxy in the box, artista campana emergente, che ha voluto immaginare quale testimonial una donna contemporanea che del "verde" vuole fare la propria bandiera, mettendoselo addosso, come un rossetto, per una rivoluzione che deve essere quotidiana come il gesto di truccarsi la mattina.
Ma anche il catalogo della collezione PE 2010 si avvale di una prestigiosa collaborazione, quella con la costumista teatrale e cinematografica Silvia Aymonino. Formatasi alla leggendaria Sartoria Tirelli, Silvia ha creato per Carpisa una serie di abiti stravaganti e divertenti, indossati dalle modelle assieme alle borse: i pezzi unici sono stati realizzati in Tyvek - guaina priva di sostanze tossiche e totalmente riciclabile - con sorprendenti decorazioni di cannucce, lattine, tappi di plastica, spugnette...
La riprova che "nulla si crea, nulla si distrugge... e tutto si trasforma".

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