Sfila Nina Ricci: Nel nome della rosa

05 marzo 2010 
<p>Sfila Nina Ricci: Nel nome della rosa</p>
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Tramontata dopo cinque stagioni l'era del belga Olivier Theyskens, è giunto il momento del debutto sulle passerelle del womenswear Nina Ricci secondo Peter Copping, designer inglese con lunghi trascorsi al fianco di Marc Jacobs presso la maison Louis Vuitton. E il cambio della guarda si nota subito nell'intonazione floreale della la sfilata, indossata da modelle cotonate, che però lascia con qualche dubbio. Perché al tailleur scuro con giacca e gonna longuette, che potrebbe vestire con femminilità una donna d'affari contemporanea, segue un abito grigio cangiante con colletto da educanda, enormi maniche multifrappe e gonna multistrato? Perché la bad girl un po' romantica, con giubbetto in pelle nera e gonna a fiori applicati, esce con la ragazza bon ton, in gonna stretta di raso ghiaccio e golf ton sur ton? Per catturare l'attenzione di un mercato sempre più variegato (e confuso) o per mancanza di coerenza? Il tema della rosa fa un po' da collante. Il fiore compare, infatti, nelle più disparate occasioni: per ricoprire, come un'aiola fiorita, un vestitino corto, per decorare un bustino o una spallina di un vestito sinuoso, per circondare la vita, per creare effetti "vedo e non vedo" nella maglia a rete. Meritevoli di un close-up gli accessori come le décolleté nere con tacco a spillo e feritoia sul tallone, i vertiginosi sabot rossi con fiore applicato e plateau in cocco, le pochette in pelle e tessuto o gli occhiali a farfalla.

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