Sfila Comme des Garçons: Safety dress e altre storie

08 marzo 2010 
<p>Sfila Comme des Garçons: Safety dress e altre storie</p>
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Rei Kawakubo, artefice di Comme des Garçons, si limita a spiegare la collezione invernale con due sole parole: "Inside decoration". In realtà tutta la sfilata porta a interrogarsi su cosa abbia ispirato la stilista e viene da pensare che lei stessa abbia voluto provocare questo esercizio, lasciando volutamente in sospeso molti interrogativi in merito alla sua indagine sulla decorazione. Chiunque guardi, probabilmente, si farà un'idea del tutto personale di ogni modello della passerella parigina, perciò questo commento punta semplicemente a fornire degli spunti, senza velleità di dipanare la matassa creativa di una delle più rappresentative esponenti del design giapponese. Le imbottiture di cappotti e giacche, in posizioni strategiche come fianchi, spalle e schiena, sembra debbano attutire qualsiasi colpo, reale o metaforico che sia. Questa logica, tuttavia, svanisce guardando le gonne e le camicie trasparenti, bianche e nere: in punti apparentemente dettati dalla casualità, emergono masse informi che ricordano parti anatomiche. Ma perché non pensare che si tratti di bozzoli, di semi o di baccelli?. Quando poi a essere rigonfi sono ruche e volant, l'effetto sembra quasi quello della panna montata, anche se i non golosi saranno più propensi a pensare che si tratti di carta accartocciata o di soffice schiuma). Su un punto, però, ci si potrà mettere tutti (o quasi) d'accordo: la silhouette ne risulta compromessa, se non mortificata, e questo di certo si scontrerà con la dura legge del mercato fondata, come si sa, sul "magro è bello".
Giovanna Capucci



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