Sfila Jean Paul Gaultier: La donna è un mappamondo

08 marzo 2010 
<p>Sfila Jean Paul Gaultier: La donna è un mappamondo</p>
PHOTO MONICA FEUDI -

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Ha preso la cartina della Francia e l'ha riempita con tutti, o quasi, gli stati del mondo: JPG lancia la sua moda ultra-multietnica e trasforma la donna in un mappamondo vivente: ogni abito, una citazione. Da Est a Ovest, da Nord a Sud è un fashion melting pot per porre l'accento su uguaglianze e divesità, identità culturali e globalizzazioni incombenti. La moda diventa portavoce di un messaggio di fraternità da portare addosso attraverso la rielaborazione in chiave urbana e contemporanea di kaftani marocchini, trench inglesi, abiti 'matrioska', gonne folk rumene, camicie bianche alla Zorba il greco, casacchine alla cinese. Tutto rivisto secondo lo spirito innovatore di JPG: la tuta-pantalone sale fino al seno, il tailleur con la giacca maschile doppiopetto e i pantaloni femminili morbidi, ma 'coulissati' alla caviglia, la giacca military allungata in una coda da sera. Dettagli etnici ovunque, ma non tali da identificare la collezione come etnica: nonostante i ricami tibetani, le passamanerie andine, i jacquard atzechi, le fodere cinesi, i fiori balcani, i colbacchi di pelliccia e i turbanti di batik, i copricapo mongoli e i baschi da bohemienne, le décolletée con la punta da Aladino e le mary-jane con il tacco da camperos, il guardaroba è ultra-etnico, assume una precisa identità che travalica ogni confine.

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