Sfila Lanvin: Libera e selvaggia

08 marzo 2010 
<p>Sfila Lanvin: Libera e selvaggia</p>
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Non parlate di omologazione nel vedere sfilare una schiera di donne tutte uguali, almeno nell'acconciatura. Anzi, Alber Elbaz esce dal coro e disegna una donna libera e concreta, che guarda in faccia la realtà esprimendo i propri desideri. Che lui, stilista very cool, rende possibili. A partire da quel long carré con frangetta nero corvino che incornicia il volto, in realtà una parrucca per offrire un'immediata soluzione a uno dei problemi quotidiani: la mancanza di tempo per andare dal parrucchiere. Poi, un gran studio sulle spalle e sulle maniche, protagoniste del guardaroba perché d'inverno fa freddo e le donne vogliono essere ben protette: a campana, a prosciutto, a calla, a calice, ad arco sono il punto d'attrazione di ogni outfit. Negli abiti si aprono lasciando intravvedere il braccio, a volte sono asimmetriche o 'mono'. Sotto ai capospalla avvolgenti e a godet o rigorosi e rettangolari, spuntano gli abiti, costruiti con materiali stretch che permettono pannellatture, pieghettature, drappeggi e 'pizzicature' capaci di regalare il movimento pur rimanendo attaccati alla silhouette. La palette ferrosa e terrosa aumenta la matericità dei capi, definendone i contorni, mentre i bijoux, di pelle, legno e metallo, e le calzature-calzare reptilia style rimandano a un'ispirazione tribale perfettamente attualizzata per la giungla urbana, dove le donne devono 'faticare' per salire ai vertici: proprio come fanno quando salgono la scala a chiocciola della passerella. Rimane alta la capacità di sedurre: con una zip di strass sul lato B o con un cuore tutto rosso appeso al collo.

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