Oltre 300 abiti in mostra nelle sale del Petit Palais di Parigi, a partire da
oggi 11 marzo fino a fine agosto. E poi disegni, documenti e
filmati… per rendere omaggio a più di 40 anni di creazioni del
geniale stilista, dal 1958 al 2002, anno della sua sfilata d'addio.
Si tratta della più grande retrospettiva finora mai dedicata a
Yves Saint
Laurent.
È di scena a Parigi la più grande retrospettiva finora mai dedicata
a Yves Saint Laurent.
Oltre 300 abiti sono in mostra nelle sale del Petit Palais di
Parigi, a partire da domani 11 marzo fino a fine agosto. E poi
disegni, documenti e filmati… per rendere omaggio a più di 40 anni
di creazioni del geniale stilista, dal 1958 al 2002, anno della sua
sfilata d'addio al Centre Pompidou.
Convinto che "la moda non è arte anche se ha bisogno di un artista
per esistere", YSL è stato artista rivoluzionario la cui scomparsa,
nel giugno 2008, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della
moda.
Traendo ispirazione dalla strada, dai suoi viaggi "esotici" in
Russia, Cina, India, Spagna, Giappone, Africa e Marocco, e
dall'arte, YSL ha rivoluzionato il concetto di eleganza femminile
rubando dal vestiario maschile capi come lo smoking, il tailleur
pantalone e la sahariana. Se Coco Chanel ha liberato la donna, "YSL
le ha dato il potere" - afferma Pierre Bergé, compagno di vita e di
lavoro del geniale stilista - "Permettendole di esprimere
femminilità e seduzione anche attraverso una moda androgina che
pesca nel guardaroba maschile".
Una curiosità? È da poco uscita nelle librerie francesi una
biografia non autorizzata molto discussa e osteggiata da Pierre
Bergé: Yves Saint Laurent mauvais garçon, ovvero cattivo ragazzo,
di Marie-Dominique Lelièvre che mette a nudo YSL uomo, rivelando
alcuni aspetti scabrosi della sua vita privata. Se ce ne
fosse bisogno, la mostra in corso, un libro scritto dallo stesso
Bergé, Lettres à Yves, e un film, Yves Saint Laurent-Pierre Bergé:
l'amour fou che uscirà il 29 settembre, contribuiranno a
riabilitare l'immagine del mostro sacro dell'haute couture.
Convinto che "la moda non è arte anche se ha bisogno di un
artista per esistere", YSL è stato senza dubbio un artista
rivoluzionario la cui scomparsa, nel giugno 2008, ha lasciato un
vuoto incolmabile nel mondo della moda. Traendo ispirazione dalla
strada, dai suoi viaggi "esotici" in Russia, Cina, India, Spagna,
Giappone, Africa e Marocco, e dall'arte, YSL ha rivoluzionato il
concetto di eleganza femminile rubando dal vestiario maschile capi
come lo smoking, il tailleur pantalone e la sahariana. Se Coco
Chanel ha liberato la donna, "YSL le ha dato il potere" - afferma
Pierre Bergé, compagno di vita e di lavoro dello stilista -
"Permettendole di esprimere femminilità e seduzione anche
attraverso una moda androgina che pesca nel guardaroba
maschile".
Una curiosità? È da poco uscita nelle librerie francesi una
biografia non autorizzata molto discussa e aspramente criticata da
Pierre Bergé: Yves Saint Laurent mauvais garçon, che
rivela alcuni aspetti scabrosi della sua vita privata. Non sarà
scoprire che YSL era un cattivo ragazzo che ce lo farà
amare di meno, ma, se ce ne fosse bisogno, la mostra in corso, un
libro scritto dallo stesso Bergé, Lettres à Yves, e un
film, Yves Saint Laurent-Pierre Bergé: l'amour fou che
uscirà il 29 settembre, contribuiranno a riabilitare l'immagine del
mostro sacro dell'haute couture.