Damir Doma: «E' questo il mio universo»

18 marzo 2010 
<p>Damir Doma: «E' questo il mio universo»</p>
PHOTO COURTESY DAMIR DOMA

Damir Doma: un nome che ha già conquistato gli addetti ai lavori grazie alla sua collezione Autunno Inverno 2010/11 - esordio nel prêt-à-porter femminile - che ha sfilato solo pochi giorni fa a Parigi. Segnamocelo, ne sentiremo parlare.

Raccontaci qualcosa di te: quale è la tua storia, quale è il tuo background? Insomma: presentati al pubblico italiano, che forse non ti conosce ancora...

«Sono nato in Croazia e cresciuto nel Sud della Germania. La moda mi ha affascinato sin da piccolissimo, perché mia madre è stilista. Ho trascorso l'infanzia nel suo atelier, giocando coi tessuti e disegnando. Terminati gli studi di moda, ho deciso di trasferirmi ad Anversa, dove ho lavorato per Raf Simons e per Dirk Schönberger. Fondamentalmente, il mio sogno era quello di creare un mio universo, una mia estetica e una mia visione della moda. Nel 2006 tutto ciò è diventato realtà. Ho creato il mio brand e per la prima volta ho presentato a Parigi la mia linea di menswear. Nel 2009 abbiamo dato vita a una nuova linea chiamata Silent. Quindi, solo pochi giorni fa, ho debuttato sulle passerelle della moda femminile di Parigi con la mia collezione Autunno Inverno 2010/11».

Perchè hai deciso di cominciare proprio con il menswear?
«E' stata una decisione piuttosto naturale, dal momento che mi sono formato collaborando con marchi di abbigliamento maschile. Ho imparato subito a conoscere bene i meccanismi di questo business. Ma non ho mai voluto limitarmi a questo ambito. La mia idea è sempre stata quella di creare un intero "universo damirdoma"».

Parliamo del tuo debutto nella moda femminile. Quale emozione hai vissuto?
«Durante tutta la fase di costruzione della collezione mi sono sentito come un esploratore. Partendo da zero, ho dovuto creare la visione della mia donna ideale ancora prima della collezione vera e propria. E' stata una stagione davvero densa di emozioni questa, per me».

La tua è una donna piuttosto forte. Quali sono le tue icone?
«Mi piace definire la mia donna forte, intelligente, pura, tutta d'un pezzo e proiettata nel futuro. Allo stesso tempo, mi interessano le tensioni e le contraddizioni: ho voluto che la mia donna fosse anche fragile e romantica. Credo siano questi contrasti a creare eccitazione. Per questo, non amo fare nomi o dare riferimenti troppo precisi alla mia donna. Non voglio infrangere il sogno dal quale nasce. La mia donna sa conservare la propria individualità».

Rick Owens, Ann Demeulemeester, Haider Ackermann... si direbbe che il lavoro di questi designer ti abbia ispirato, e che tu voglia inserirti nella "nicchia" che loro rappresentano. E' così?
«Credo che Ann abbia creato le fondamenta di un'estetica: ammiro moltissimo il suo lavoro, che ha ispirato quello di moltissimi dei designer degli ultimi anni, inclusi Rick e Haider. Allo stesso tempo credo che il mio lavoro sia abbastanza diverso da quello di questi tre stilisti. I miei eroi sono piuttosto Issey Miyake e Helmut Lang».

Chi è la donna più elegante del pianeta?
«Da quando vivo a Parigi, devo ammettere che le donne francesi sono superchic. Dovendo fare un nome, direi però Claudia Schiffer».

Quale sarà il must have Damir Doma per il prossimo Autunno?
«Un cappotto di cashmere oversize».

Sei ancora agli inizi della tua carriera. C'è qualcosa che puoi dire oggi, e che sei sicuro di potere confermare tra 10 anni?
«Sono sempre coerente con me stesso».

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