FIT Fashion Show 2010

30 giugno 2010 
PHOTO COURTESY FIT

È tempo di "esami finali" per le scuole di moda. La scorsa settimana è stato il turno degli studenti del FIT che, dopo un anno trascorso nel Campus Bovisa del Politecnico di Milano, sono saliti in passerella con le loro collezioni moda donna, uomo e bambino. Il FIT International Fashion Design è un programma di scambio, avviato nel 2007 tra il Fashion Institute of Technology di New York e il Politecnico di Milano, che permette agli studenti americani di venire a contatto con l'approccio europeo alla moda e ai giovani fashion designer della scuola di Milano di trascorrere un periodo di studi presso il Campus FIT di New York. Uno scambio di vedute internazionale che fa bene alla creatività.

Il periodo milanese degli studenti d'Oltreoceano si è concluso il 24 giugno con la presentazione delle loro creazioni. Katherine de la Cruz ha sfilato con Bunnies in Wonderland, una collezione bambino che prende spunto dal coniglio bianco della celebre fiaba di Lewis Carroll. Il concept scelto da Sawa Takai è Layers, alla base di una collezione donna focalizzata sull'idea di stratificazione della natura. Isolation vs. Solitude è invece l'idea di Levi Steffensen che si ispira ai concetti di isolamento e di solitudine per realizzare una collezione uomo e donna in cui prevale il colore grigio. Han Na Ryu ha messo in scena Venus, una serie di capi strutturati dai colori tenui e le linee morbide in cui resistenza e morbidezza si coniugano in onore della Venere di Milo. Khanh Phan trae ispirazione dall'arte e dalla natura dando vita ad una collezione donna (Petals) in cui fiori e forme organiche sono i protagonisti. The Princess and the Pauper è la favola che Tanuka Ghosh rievoca in una collezione che prende le mosse dalle linee della moda vittoriana, mescolando il mood regale con un elementi second-hand. Alpaca, lino e seta si trasformano nei pezzi comodi e facili della collezione Saga firmata Cecilia Motsi. Ed infine la collezione di Hoa Ti Le si concentra sull'architettura minimalista, trasmettendo eleganza senza sforzo e manipolando la trasparenza fino a formare linee e proporzioni morbide e fluide come Glass Clouds, nuvole di vetro.

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