Sfila Givenchy: La sintesi dell'opulenza

07 luglio 2010 
<p>Sfila Givenchy: La sintesi dell'opulenza</p>

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Niente sfilata, solo una presentazione. Ma l'attenzione richiesta è alta e l'emozione rimane la stessa. Merito dell'atmosfera di un palazzo parigino riccamente decorato dove dieci tra le top model più famose del mondo dal maquillage alla Frida Kahlo (comprese Natasha Poly e Maria Carla Boscono, musa di Riccardo Tisci) si presentano a turno in un angolo vestite di broccati preziosi, pizzi incrostati, ricami sontuosi. L'Haute Couture è anche questo: avere la capacità di stupire con una manciata di outfit che trasmettono immediatamente il senso di opulenza, ma anche di teatralità intrisa di religiosità, che si nasconde dietro una tuta dai pantaloni anni Settanta, un giacchino da rockstar, una lunga gonna da charleston, una abito da vestale. I veri protagonisti sono tessuti lavorati con sapienza, intarsiati e incrostai, resi materici dalla presenza di ricami, di decori, di disegni, di intrecci che lasciano intravedere un gran lavoro di sartoria. Applicazioni di perline rendono tangibile un velo, lamelle di tessuto danno spessore a una giacca, inserti di pizzo irrigidiscono la superficie, cascate di cristalli illuminano il bianco e il nero, spesso giocati in trasparenza: in sottofondo, emerge come un disegno nascosto e prestabilito la verve gotico-religiosa dello stilista, materializzata da scheletri, teschi e ossa che definiscono in controluce l'anima dei tessuti. L'oro, invece, brilla di per sé in perfetta sintonia con gli stucchi della location.

 

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