Limited/Unlimited: in mostra il nuovo lusso italiano

11 luglio 2010 

Non è facile definire - né tanto meno descrivere - Limited/Unilimited.
Una mostra lampo (la sua durata è purtroppo solo di un paio di giorni)? Un'installazione, nella quale l'arte si ritrova a dialogare con la moda, e la moda è così sofisticata e preziosa da assomigliare all'arte? Un evento? Tutte e tre le cose assieme, e molto di più. Al di là delle smanie classificatorie, Limited/Unlimited si è rivelata una validissima prova confutativa nei confronti di chi ancora coltivasse il dubbio che la moda italiana non abbia saputo rinnovarsi nel corso delle ultimissime generazioni.
Sotto un unico tetto (e che tetto! gli spazi affascinati e carichi di mistero, recentemente inaugurati, della Pelanda del Macro Future) si sono ritrovati, tutti assieme, i più talentuosi creativi di quella che - a questo punto - possiamo chiamare new wave della moda italiana, o anche, come il sottotitolo suggerisce, il "new italian landmark". Alcuni nomi già da qualche anno si sono imposti sulle passerelle, alcuni sono appena apparsi all'orizzonte del fashion businness, tutti accomunati, però, da un trait-d'union molto preciso: quello di coltivare e produrre un'idea di moda "demi-couture", una moda nella quale la ricerca, l'esclusività, l'artigianalità e l'unicità sono valori fondanti, e sinonimi di lusso.

E' giusto ricordare tutti i creativi che hanno portato a Limited/Unlimited i frutti della loro fantasia: Aquilano.Rimondi, Albino, Alessandro Dell'Acqua, Gabriele Colangelo, Marco De Vincenzo, Sergio Zambon, Sara Lanzi, Carta e Costura, Silvio Betterelli, Diego Dolcini, i Leitmotiv, Sabina Masenza, Maurizio Pecoraro e Rodolfo Paglialunga per Vionnet. Come bene ha spiegato Silvia Venturini Fendi, per il lavoro di tutti loro si può a ragione dire che "il limite è l'esclusività e l'illimitato la creatività".
A fare da collante agli abiti e agli accessori che in certi casi rasentano davvero la meraviglia delle opere d'arte - penso ai ricami di Colangelo e alle frange multicolori di De Vincenzo, alle "sculture da piede" di Diego Dolcini e agli outfit signorilissimi di Pecoraro, ma anche a tanti altri... - l'opera dell'artista Maurizio Anzeri. Opera che affascina quando prende la forma di sculture e abiti con capelli, ma che diventa davvero magica quando - con sottilissimi fili di seta e d'oro - si materializza in interventi su foto d'epoca, sovrapponendo alle immagini del passato nuove, quasi assurde, maschere di ricami.
Limited/Unlimited ha solo un imperdonabile difetto: quello di essere un progetto troppo bello e completo per durare così poco. Consideriamolo solo una prova generale.

GUARDA IL VIDO: GLI STILISTI DI LIMITED/UNILIMITED RACCONTANO IL LORO RAPPORTO CON ALTAROMA:

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