Non è facile definire - né tanto meno descrivere -
Limited/Unilimited.
Una mostra lampo (la sua durata è purtroppo solo di un paio di
giorni)? Un'installazione, nella quale l'arte si ritrova a
dialogare con la moda, e la moda è così sofisticata e preziosa da
assomigliare all'arte? Un evento? Tutte e tre le cose assieme, e
molto di più. Al di là delle smanie classificatorie,
Limited/Unlimited si è rivelata una validissima
prova confutativa nei confronti di chi ancora coltivasse il dubbio
che la moda italiana non abbia saputo rinnovarsi nel corso delle
ultimissime generazioni.
Sotto un unico tetto (e che tetto! gli spazi affascinati e carichi
di mistero, recentemente inaugurati, della Pelanda del
Macro Future) si sono ritrovati, tutti assieme, i più
talentuosi creativi di quella che - a questo punto - possiamo
chiamare new wave della moda italiana, o anche, come il sottotitolo
suggerisce, il "new italian landmark". Alcuni nomi già da qualche
anno si sono imposti sulle passerelle, alcuni sono appena apparsi
all'orizzonte del fashion businness, tutti accomunati, però, da un
trait-d'union molto preciso: quello di coltivare e produrre un'idea
di moda "demi-couture", una moda nella quale la ricerca,
l'esclusività, l'artigianalità e l'unicità sono valori fondanti, e
sinonimi di lusso.
E' giusto ricordare tutti i creativi che hanno portato a
Limited/Unlimited i frutti della loro fantasia:
Aquilano.Rimondi, Albino, Alessandro Dell'Acqua, Gabriele
Colangelo, Marco De Vincenzo, Sergio Zambon, Sara Lanzi, Carta e
Costura, Silvio Betterelli, Diego Dolcini, i Leitmotiv, Sabina
Masenza, Maurizio Pecoraro e Rodolfo Paglialunga per
Vionnet. Come bene ha spiegato Silvia Venturini Fendi, per
il lavoro di tutti loro si può a ragione dire che "il limite è
l'esclusività e l'illimitato la creatività".
A fare da collante agli abiti e agli accessori che in certi casi
rasentano davvero la meraviglia delle opere d'arte - penso ai
ricami di Colangelo e alle frange multicolori di De Vincenzo, alle
"sculture da piede" di Diego Dolcini e agli outfit signorilissimi
di Pecoraro, ma anche a tanti altri... - l'opera dell'artista
Maurizio Anzeri. Opera che affascina quando prende
la forma di sculture e abiti con capelli, ma che diventa davvero
magica quando - con sottilissimi fili di seta e d'oro - si
materializza in interventi su foto d'epoca, sovrapponendo alle
immagini del passato nuove, quasi assurde, maschere di
ricami.
Limited/Unlimited ha solo un imperdonabile
difetto: quello di essere un progetto troppo bello e completo per
durare così poco. Consideriamolo solo una prova generale.
GUARDA IL VIDO: GLI STILISTI DI LIMITED/UNILIMITED RACCONTANO IL
LORO RAPPORTO CON ALTAROMA: