La rivoluzione minimalista

26 settembre 2010 
<p>La rivoluzione minimalista</p>

Nessuna stravaganza, nessun divertissement, domina l'eleganza essenziale sulle passerelle di Bottega Veneta e Max Mara, due griffe emblema del mood sobrio e raffinato. Per Tomas Maier, direttore artistico di Bottega Veneta, la portabilità è una scelta dichiarata: "Abbiamo iniziato la progettazione di questa collezione partendo dal concetto di facilità", spiega. "Cosa vuole indossare una donna tutti i giorni? Può essere qualcosa di casual e al tempo stesso iper-sofisticato? È un modo diverso di vestire, in cui i dettagli più importanti sono spesso i meno ovvi." E allora l'attenzione è tutta sui dettagli, destinati a rendere originale e unico un look sofisticato, ma discreto nella scelta dei colori e delle forme. Per Bottega Veneta, ad arricchire le linee ampie e informali degli abiti che delineano la silhouette stringendosi in vita, delle giacche morbide come cardigan, e dei pantaloni fluidi, ci sono i gioielli. Collane preziose in filigrana con cammei di pietra lavica intagliati a mano da artigiani napoletani.

Il colore, del tutto assente sulla passerella di Tomas Maier, fa la sua apparizione su quella di Max Mara, griffe che ha fatto dei tagli puliti, le linee rigorose e i tessuti di qualità la propria cifra stilistica riconoscibile. Gli arancione, i gialli e i viola spenti si affacciano prima timidamente, colorando gli accessori - le scarpe in raso con tacco comodo e le cinture sottili - per poi tingere anche giacche, gonne e pantaloni.

Altro discorso per Jil Sander - forse un po' meno portabile, ma più entusiasmante - che accosta t-shirt basiche a gonne sorprendenti, e ridisegna la silhouette utilizzando le forme estreme dell'haute couture. Pantaloni oversize e gonne lunghe fino ai piedi: Raf Simons aumenta volumi e lunghezze inventando quello che potremmo definire un minimalismo couture. I colori decisi (blu elettrico, rosa shocking, verde brillante…) sono spesso abbinati a contrasto, come vuole la tendenza delle prossima Primavera-Estate, così come le righe che corrono sia in orizzontale che in verticale.

Contro il minimalismo imperante, Peter Dundas porta sulla passerella di Emilio Pucci fantasie e chiffon a profusione, riproponendo il suo sexy massimalismo. Abiti fluttuanti, spacchi profondi, trasparenze, ricami, e una cascata di specchietti luccicanti, sono perfetti per una sensuale notte di mezza estate su un'isola greca. La ragazza Pucci è una party girl come Kylie Minogue, seduta nel front row per assistere alla sfilata.

 

 

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