I 4 angoli del mondo, secondo Prada

08 ottobre 2010 
<p>I 4 angoli del mondo, secondo Prada</p>

Il nome Prada (guarda la recente sfilata PE 2011) evoca immediatamente l'idea del viaggio. E non solo perchè il brand - oggi sinonimo di lusso e di sperimentazione estetica - ha cominciato la sua gloriosa storia facendosi conoscere nel lontano 1913 soprattutto grazie alle sue valigie e ai suoi bauli.
Riprendendo una tradizione avviata già da Mario Prada, nonno di Miuccia e fondatore del marchio, che era solito girare mezzo mondo - dall'Alsazia alla Boemia, dall'estremo Oriente all'Austria - alla ricerca senza fine di materiali esclusivi e preziosi, il marchio decide oggi di fare proprio questo approccio curioso e cosmopolita (esito tra i migliori della globalizzazione, ci verrebbe da dire).
Dopo un'attenta ricerca negli angoli anche più remoti del globo, Prada ha individuato alcune nicchie geografiche e culturali nelle quali hanno "casa" da secoli eccellenze assolute in fatto di materie prime e lavorazioni artigianali, decidendo di integrarle nella propria produzione, facendone parte attiva e complementare della propria identità stilistica.
E' nato in questo modo il nuovissimo progetto Made in...: dalla Scozia arriverà una collezione di kilt realizzati con lane e tartan dall'origine antichissima; dalla tradizione indiana nascerà una serie di abiti preziosamente ricamati, ma anche di calzature intrecciate a mano; il leggendario e inimitabile denim giapponese sarà utilizzato per una collezione di jeans personalizzabili, e dalle Ande arriverà la tipica maglieria in alpaca, realizzata come secoli fa dai campesinos peruviani.

Il giro del mondo in un armadio, insomma, all'insegna però del rispetto, della valorizzazione e della salvaguardia delle specificità locali. Bello sarebbe se diventasse un atteggiamento "di moda".

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