La battaglia di Hermès

05 novembre 2010 
<p>La battaglia di Hermès</p>

Da un lato un Gruppo internazionale cui fanno capo oltre 50 brand di lusso (tra cui Louis Vuitton, Moet & Chandon, Fendi, Christian Dior Perfumes). Dall'altro una Maison storica, ultimo avamposto di un lusso esclusivo fatto di perizia artigianale e tradizione.

Tra Lvmh ed Hermès si gioca una battaglia culturale oltre che finanziaria, come denuncia dalle pagine di Le Figaro Bertrand Puech discendente del fondatore Thierry Hermès e presidente di Hermès International. "La nostra cultura è difficilmente compatibile con un grosso gruppo", sostiene Puech in riferimento alla gestione e distribuzione su larga scala di Lvhm.

Ma facciamo un passo indietro: una decina di giorni fa Bernard Arnault, a capo di Lvhm e imprenditore tra i più potenti nel mondo della moda, aveva annunciato l'acquisizione del 17% del capitale Hermès, di cui la famiglia rimane principale azionista con il 73% circa. Quella che da Arnault è definita una partecipazione "amichevole", per la famiglia Hermès è l'inizio di una battaglia finanziaria da parte di Lvhm ("Se vuole fare un gesto da amico, Monsieur Arnault, faccia un passo indietro", sono le parole di Puech riportate ieri dai giornali). Molti gli interrogativi della famiglia Hermès a proposito dei mezzi usati per acquisire questo 17%. Sarà l'Authority dei mercati finanziari a pronunciarsi sull'operazione.

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