Trussardi: i suoi primi 100 anni

13 gennaio 2011 
PHOTO LAPRESSE

Cominciamo dalla fine. Un video, di pochi minuti, racconta una storia lunga un secolo. C'era una volta, a Bergamo nel 1911, la Fabbrica Dante Trussardi che produceva guanti in pelle preziosissimi, indossati anche dai membri della Casa Reale Britannica. Sessant'anni dopo il nipote di Dante, Nicola, prende le redini dell'azienda, lanciando accessori innovativi, creando collezioni di pret-à-porter che vengono presentate alla Scala di Milano e in Piazza del Duomo, disegnando gli interni per autovetture e aeroplani, regalando alla città un leggendario palazzetto per eventi (il PalaTrussardi)... Dando il "la" ad una nuova stagione, entusiasmante e forse irripetibile, del made in Italy.
Quell'uomo oggi non c'è più, ma la griffe e il suo spirito curioso e sempre innovativo gli sono, fortunatamente, sopravvissuti.
E', questo video accolto con una standing ovation, l'epilogo della sfilata di moda maschile per l'Autunno-Inverno 2011-12 con la quale la griffe del levriero ha voluto celebrare a Pitti il suo centesimo anniversario.

«Quando Pitti ha invitato Trussardi a festeggiare qui i suoi cento anni mi sono detto: è un evento speciale, bisogna fare qualcosa di speciale», racconta Milan Vukmirovic, Direttore Creativo di Trussardi dal 1911, la linea di ricerca e lusso estremo lanciata dalla Maison nel 2008. Modi garbatissimi, talento poliedrico e naturale, fascino indiscutibile ben centellinato, Vukmirovic racconta: «Ho pensato a giochi di luci, scenografie grandiose, trovate ad effetto. Poi mi sono detto: no, voglio puntare tutto sulla collezione. L'idea è stata subito quella di fare una collezione usando solo ed esclusivamente pelle. Così è stato: non c'è un solo pezzo di tessuto. Non è stato assolutamente facile, perché lavorare la pelle è già di per sé difficile, immagina quanto possa esserlo per realizzare T-shirt e camicie da uomo. E poi non dimentichiamo che Trussardi è conosciuta per la maestria che da sempre dimostra nel lavorare i pellami. Era questo l'omaggio più giusto che io potessi fare»

Pelle come sinonimo di lusso, anche?

«E' vero, soprattutto perché la pelle non si può copiare, come invece succede per i tessuti. Vediamo quello che fanno i "prontomodisti", che sono velocissimi nel copiare i tessuti delle grandi aziende del lusso, arrivando alle volte nei negozi persino prima di loro. Con la pelle tutto ciò non può accadere. La pelle è necessariamente, inevitabilmente preziosa, perché richiede lavorazioni molto lunghe, che solo la mano abile di un artigiano esperto sa fare. Il tempo costa. Che altro è, se non il tempo, il vero lusso, oggi?»

Un tuo pensiero su Nicola Trussardi...

«E' stato uno dei primi a capire che un'azienda di lusso non possa limitarsi alla moda, ma che anzi debba veicolare un'idea completa di lifestyle, che comprenda anche l'arte, il cibo... un mondo, insomma. E' stato un grande "profeta"»

Oggi nell'azienda ci sono i figli di Nicola Trussardi: la nuova generazione della famiglia...

«Questa sfilata è un omaggio alla tradizione del marchio, ma con questo evento ho voluto dire anche un'altra cosa. Beatrice, Gaia e Tomaso, ovvero i figli di Nicola, ma anche io, Massimiliano Gioni, Direttore Artistico della Fondazione Nicola Trussardi, e Andrea Berton, chef de Il Ristorante Trussardi alla Scala, abbiamo tutti meno di 40 anni. Il concetto è: bisogna sempre andare avanti e guardare al futuro!»

Sei giovane, in effetti, ma hai alle spalle una serie di esperienze da fare impallidire: hai fondato il concept store parigino di culto Colette, hai diretto il magazine di tendenza L'Officiel Homme, sei stato Design Director per Gucci, Creative Director per Jil Sander, sei un fotografo richiestissimo... Che cosa ti senti di potere suggerire a un giovane che voglia entrare nel mondo della moda? CONTINUA...

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