New York: Marc Jacobs, un mondo a pois

15 febbraio 2011 
<p>New York: Marc Jacobs, un mondo a pois</p>

Cominciamo dalla fine, per una volta. Perché Marc Jacobs, ultimo a calcare le passerelle ieri, quinta giornata della fashion week newyorkese, ci ha lasciati come sempre a bocca aperta.
Il nerd fattosi macho ha portato in pedana una collezione Autunno-Inverno 2011/12 nella quale la sua consueta voglia di stupire (ha dichiarato una volta qualcosa del genere: "mi piace creare delle cose talmente assurde e brutte da risultare poi belle") si calibra alla perfezione con un'esigenza di linearità e pulizia. Leitmotiv indiscussi della passerella, i pois. Una pioggia di polka dots proposti in tutte le forme e le declinazioni che la mente umana possa concepire: stampe, anche sovrapposte al tartan, paillettes, cerchi di similpelle come squame di pesci... Pois glitterati lucidi su fondo opaco, pois sui collant, gonne di pastiglie di specchi, alla Paco Rabanne, pois per la pelliccia in bianco e nero effetto dalmata. Pois come borchie lucide sul completo di cavallino. Cappellini portati sulle 23, tondi come pois. Il tutto applicato a una pulizia dei volumi tra i Quaranta e i Cinquanta, con estremi che rasentano il minimal rilanciato alla grandissima da Phoebe Philo con le sue strepitose collezioni per Céline, e a materiali sempre contemporanei, come il lurex, il vinile e la fake fur, usati anche per gli accessori. Sessantatré outfit, uno più bello dell'altro.

Per quanto riguarda gli altri designer in passerella ieri, da citare almeno le chicchisime e algide creature di Donna Karan: come eroine dei film di Hitchcock, le sue donne vestono tailleur grigi, beige e perla rigorosi, con inserti e stole di pelliccia, e foulard di seta a coprire di mistero il capo.
Eleganza classica e rassicurante (al limite del noioso) per la regina del bon ton Carolina Herrera.
Fluidi tessuti metallici, arricchiti da preziosi ricami nelle tonalità dell'oro, del bronzo, del rame e dell'argento per Jenny Packham.
Menzione speciale per Olivier Theyskens: il designer belga, dopo avere occupato la carica di direttore creativo di Maison ultraprestigiose come Rochas e Nina Ricci, dando prova di un talento raffinato e sofisticatissimo, si mette ora alla prova con un compito per lui inusuale. Da due stagioni disegna una capsule collection per Theory, brand casualwear statunitense. "Costretto" a rinunciare al suo tocco tra avanguardia e couture, Theyskens dà vita a una collezione semplice, portabile, contemporanea, interessantissima.

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