Mariacarla Boscono: «Sono tutta per Shakespeare»

19 febbraio 2011 
<p>Mariacarla Boscono: «Sono tutta per Shakespeare»</p>

Dal primo gennaio di quest'anno si è presa una lunga pausa dalla moda per dedicarsi al teatro e a Florizer, il personaggio con il quale è stata in scena fino a qualche giorno fa al Teatro Nuovo Colosseo di Roma.

L'attenzione di Mariacarla Boscono, top model di lungo corso, è infatti ora tutta per Racconto d'inverno di Shakespeare, lo spettacolo con la regia di Imogen Kusch che riprenderà in primavera sempre al Teatro Colosseo, durante l'Estate romana, e la prossima stagione a Milano.

E' la tua terza prova a teatro. Dopo il debutto, qualche anno fa, in Le Serve di Genet, al fianco di Margherita Missoni, l'anno scorso ti sei cimentata con Shakespeare, sempre per Imogen Kusch, sempre a Roma, la tua città. L'anno scorso eri in scena con King Cymbeline, questa volta con Racconto d'inverno. Tra Mariacarla e il palcoscenico è scoppiato l'amore?
«Più che del teatro mi sono innamorata del lavoro con Imogen e vorrei crescere con questo meraviglioso gruppo di attrici con le quali mi sento a mio agio. Siamo otto donne in scena e io vesto i panni di un uomo di potere. Ogni sera sulla ribalta si consuma una magia».

Il tuo personaggio è quello di un uomo potente. Da donna - facendo un confronto tra la realtà shakespeariana e l'attualità - come ti sembra cambiato il potere femminile?
«Se ti riferisci al potere fittizio che le donne usano attraverso il proprio corpo, stiamo parlando del lavoro più vecchio del mondo. Credo che oggi le donne abbiano potere, anche se non sono una femminista accanita. Nelle aree più fortunate del mondo abbiamo libertà, autonomia, indipendenza, ma il mio pensiero va a quelle culture ottuse dove le donne sono ancora sopraffatte, costrette a vivere in una realtà che fa paura.»

E Mariacarla che donna è?
«Indipendente, autonoma, una donna che non ha bisogno di un uomo alle spalle per fare quello che vuole, ma che allo stesso tempo cerca di non spaventare gli uomini. Ognuno deve avere il proprio ruolo.»

Nei tuoi occhi si legge un grande entusiasmo per questa nuova avventura professionale. Possiamo dire che vedi il tuo futuro sulle tavole di un palcoscenico?
«Diciamo che per ora sono contenta, sto mettendo anima e corpo in questo progetto, ci credo molto e quando decido di fare una cosa la faccio bene, con il cuore. In futuro... chi lo sa?»

Hai avuto proposte dal cinema?
«Sì, ma non sono ancora pronta. Credo di essere più portata per il teatro. Il grande schermo cerca "Mariacarla la modella", per fare cinema ci vuole una bella faccetta con un'anima diversa dalla mia».

Dicendo così dimostri che non hai paura di dire di no…
«E' importante saper dire di no. La mia fortuna è fare le cose con amore».

Per il teatro hai preso una pausa dalla moda. Hai fatto solo un'eccezione…
«Sì, l'unico strappo alla regola l'ho fatto per la sfilata della maison Sarli durante l'alta moda a Roma. Non potevo non essere in passerella per l'ultimo saluto a Fausto, uno dei primissimi ad aver creduto in me. E' stato un uomo straordinario, una persona saggia, diversa dalle altre del mondo della moda».

A proposito del fashion system, in questo ambiente hai tante conoscenze e pochi amici veri: Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy, per esempio. Che tipo di amicizia è la vostra?
«Io e Riccardo siamo amici da molto prima di diventare quello che siamo diventati. Siamo cresciuti insieme e sarei sua amica anche se domani andasse a vendere patate. E' un rapporto sincero che va oltre la moda, è al di sopra di tutto».

Per anni hai vissuto sugli aerei, sempre in partenza. Ora sei pronta a mettere radici? Hai deciso dove ti piacerebbe vivere?
«Non ne ho idea. L'Italia è bellissima ma non so se vorrei vivere nel mio Paese da italiana. Sarà il destino a scegliere».

Sogni di costruirti una famiglia?
«In futuro, magari. Per ora cerco di vivere alla giornata e viaggio molto. Mi piace partire da sola. Recentemente sono stata in India, l'ho girata in treno. Il viaggio è un regalo che si fa a se stessi per darsi la possibilità di vedere le cose da un'altra angolazione. Sono una persona appagata ma non mi fermo. Come mi hanno insegnato mia nonna e mio padre: la vita è una ricerca continua».

Se ti proponessero di ricoprire un ruolo istituzionale nel mondo della moda, accetteresti?
«Ho già dato molto alla moda, ho vissuto questo ambiente appieno, vorrei voltare pagina.»

Ma diresti di no perché non ti piace il sistema?
«Sicuramente è un sistema statico, mancano persone con la voglia di osare, sperimentare, probabilmente per via della crisi che stiamo attraversando».

Che cosa pensi delle modelle che vedi oggi muovere i primi passi in passerella e nel backstage? Che consiglio daresti loro?
«Anche se io ho iniziato a 14 anni, vedo le modelle di adesso, di anni ne hanno 16, e mi sembrano piccole. A loro e a tutte le ragazze che vogliono fare questo lavoro consiglio di rimboccarsi le maniche perché non è un mestiere così glamour come si pensa, ma è faticoso, ci vuole forza di volontà e determinazione».

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