New York: l'etno-tecno di Proenza Schouler

17 febbraio 2011 
<p>New York: l'etno-tecno di Proenza Schouler</p>

E il settimo giorno la New York Fashion Week creò la sua collezione più bella.
Sulle catwalk della Grand Mela raccolgono consensi e applausi i giovani designer Lazaro Hernandez e Jack McCollough, meglio noti come i "due di Proenza Schouler". Ad ispirare la loro riuscitissima collezione (nella foto), una recente vacanza che li ha portati verso l'Ovest. Da New York, dove il brand è based, i due si sono spinti verso i territori una volta abitati dai nativi americani, scoprendo con meraviglia i caldi colori del deserto e i pattern geometrici delle coperte Navajo e Cheyenne. Ma i due sono figli del loro tempo, e non hanno resistito alla sanissima voglia di rielaborare i motivi tribali in chiave tech. Computer alla mano, hanno trasformato questi tipici tessuti in fantasie che hanno il sapore dell'"archeologia informatica" da Commodore 64 con la quale, probabilmente, sono cresciuti.
Per la sera, che non è certo la più scontata delle sere da red carpet, Lazaro e Jack ci regalano una serie di bellissimi abiti in velluto, giocati su un intelligente equilibrio di diagonali che disegnano il corpo valorizzandolo.

Nel backstage di Michael Kors è invece spuntata, nemmeno troppo a sorpresa, una torta di compleanno. Lo stilista festeggia infatti il suo trentesimo anniversario di attività (leggi anche il nostro Pubblico&Privato). A celebrarlo, in prima fila, star come Catherine Zeta Jones e gentile signore Michael Douglas, Bette Midler e Anjelica Houston. Ma il vero regalo è stato Michael Kors a farlo a noi, mandando in passerella una collezione che è in un certo senso una compilation dei suoi successi raccolti nel corso di questi tre decenni, e una summa del suo stile rigoroso, rilassato e sensuale allo stesso tempo. Spacchi assassini, pelliccia e morbida maglieria, abiti tunica, fluidi drappeggi alternati a capispalla costruiti che strizzano l'occhio al mondo del guardaroba maschile, tute essenziali. Nuances neutre per outfit rigorosamente monocromatici. Alcuni look potrebbero sembrare Céline o Chloé, ma sono rigorosamente Michael Kors.

Ma la domanda che ci salta alla mente è sempre la stessa: come la moda che stiamo vedendo sulle passerelle si travaserà sulle strade, negli uffici, nelle Università, addosso alle ragazze "normali" di tutto il mondo? Un'idea ce l'abbiamo. Per essere trendy il prossimo autunno-inverno, procuratevi una camicia maschile alla quale abbottonerete per bene il colletto, possibilmente un cravattino, pantaloni a sigaretta, una giacca o un top boxy. Mixate tinte neutre come il nero, il grigio e il beige a lampi di colore come il blu copiativo, il senape e il verde e sembrerete uscite da una delle passerelle più hip: 3.1 Phillip Lim, Yigal Azrouel o Jason Wu.
Il resoconto della penultima giornata della Week newyorkese si chiude sul fronte "outsider", dove meritano - come sempre - almeno una citazione gli abiti da sera di Marchesa: se non avete tempo o voglia di guardarli adesso, rassegnatevi, perché tanto ve li ritroverete tutti davanti agli occhi nella Notte degli Oscar. Ma anche le irriverenti provocazioni di Jeremy Scott (leggi il nostro Pubblico&Privato): giocando con la cultura pop e rasentando consapevolmente il trash, Jeremy ci strappa anche questa volta un sorriso. Ma, tra un outfit e l'altro, anche una riflessione su quello che, alle volte, la moda rischia di esssere oggi.

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