Londra: Tom Ford, collezione top secret

21 febbraio 2011 
<p>Londra: Tom Ford, collezione top secret</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Vivienne Westwood rimane, a suo modo, una regina. Sarà pur vero, forse, che le sue collezioni non sorprendono più: sappiamo bene, ormai, che cosa aspettarci dalle passerelle della Dama dell'Impero Britannico che ha dato vita al punk. L'imprevisto e l'effetto sono talmente parte del suo dna stilistico, da non meravigliarci quasi più. Una sorta di assuefazione? In un certo senso, ogni sua sfilata è un piccolo frammento di quell'enorme, infinita sfilata che sono il suo stile e il suo gusto.
E questo vale anche per la collezione Autunno-Inverno 2011/12 della Red Label, on the catwalk ieri nel calendario della London Fashion Week. Sovrapposizioni che sfidano ogni legge di equilibrio, mix & match per lo meno arditi, riferimenti alla storia della moda eterogenei, anomalie che si assommano l'una all'altra senza soluzione di continuità apparente... Un allegro disordine di stampe, lavorazioni, tessuti, accessori, colori che sembra essere diventato un trend. Già, perché abbiamo visto, negli scorsi giorni, "qualcosa di simile" su tante altre passerelle di designer di una (se non due) generazioni più giovani della Westwood. Discepoli di una maestra senza tempo.

Proposte più "tranquillizzanti", portatrici di uno stile very very British, ieri sulle passerelle di Margareth Howell, Jasper Conran, Mulberry e Nicole Farhi.

Qualche brivido in più su quelle, sempre interessanti, di Antonio Berardi e Richard Nicoll. Il primo, anglo-siciliano, preme sul pedale della sexiness, con intarsi di pizzo e spacchi chilometrici per la sera, e con le gambe scoperte ben oltre il ginocchio per il giorno. Il secondo, invece, opta per volumi supercomodi, adattandoli a un mood decisamente sportivo e tecnico, che percorre il suo show dall'inizio alla fine.

E poi c'è Tom Ford. Ovvero, colui che si vuole posizionare come un "a parte", un'eccezione rispetto alla norma, all'abitudine, alla consuetudine. E che ci sta riuscendo benissimo. La presentazione della sua seconda collezione di womenswear si è svolta, come un rito di una setta segreta, al cospetto di pochi, prestigiosissimi giornalisti. Niente fotografi, soprattutto niente blogger, niente "tutto per tutti" subito, subitissimo. Nell'era dell'immediatezza, Tom Ford si chiama fuori dai giochi, riscopre la legge del desiderio, impone nuovi tempi e nuovi modi (nuovi per l'era digitale, vecchi per chi ha conosciuto l'alta moda dei tempi d'oro). Una scelta che solo chi sa di avere un grande talento può compiere. Mr. Ford, evidentemente, sa di averlo. Saranno i suoi abiti a parlare, a tempo debito. Cioè tra sei mesi.

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RISULTATI
illari 71 mesi fa

staremo a vedere...

jupiter 71 mesi fa

esatto!!!! nn è piu il tom ford di una volta

allie 71 mesi fa

Tom Ford? Solo molto furbo... Visto che l'abito indossato da Julianne Moore ai Bafta di quest'anno l'avrebbe potuto fare un Renato Balestra qualsiasi... Ha scelto Londra, perchè a Milano i big della moda, quelli veri, l'avrebbero oscurato

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