Milano, un inverno in pelliccia

24 febbraio 2011 
<p>Milano, un inverno in pelliccia</p>

Piaccia o non piaccia, che le collezioni del prossimo Autunno-Inverno siano consacrate alla pelliccia è un dato di fatto. Prendiamo Gucci, tanto per cominciare (bene), tra le più attese sfilate di questa giornata d'inaugurazione della Fashion Week milanese.

Si contano sulle dita di una mano o poco più le uscite daywear di Frida Giannini che non abbiano per lo meno un piccolo dettaglio di morbidissima pelliccia colorata. Che sia sotto forma di nappine o di stole buttate sulle spalle con nonchalance, che si tratti di ampi colli o di ancora più ampie "gorilla arms" (già viste e notate nelle fashion week anglofone appena concluse): la donna Gucci non è (quasi) mai senza pelliccia, meglio se nelle nuance del viola, dell'azzurro baby, del verde petrolio, persino dell'ocra. Grandiosa la palette cromatica della maison, che ai verdi e ai viola sa mixare tutte le tinte calde delle spezie indiane.
Per la sera, abiti impalpabili e trasparenti come veli, decorati da rigogliosi petali di fiori in organza, sontuose sculture frementi ad ogni sospiro. Must di stagione, che farà dividere le donne, la gonna pantalone appena sotto il ginocchio, emblema di un certo mood Seventies che la Giannini definisce "un dandysmo al femminile". Piaceranno tantissimo gli accessori che guardano, rinnovandoli, ai grandi classici del marchio.

Pelliccia, si diceva.
Anche John Richmond, alter ego creativo del vulcanico manager Saverio Moschillo, pare non volerne fare a meno. Come se la sua donna più classica, quella dura, rock, che veste di pelle nera e jeans, con borchie e catene, volesse, per una volta, giocare a fare la signora per bene, con stole di volpe, ma anche con abiti e tailleur quasi manageriali che, da lui, forse non ci saremmo aspettati. Per non parlare delle uscite da sera, preziose e di impatto couture. Sorprendenti.

Il fur non è così onnipresente, invece, sulla passerella di Alberta Ferretti (nella foto), che ha però al suo arco altre due frecce potentissime, sicure tendenze di stagione. Da una parte l'uso disinibito ed allegro del colore. Persino la signora del romanticismo e della leggerezza intangilbile e incolore, per il prossimo inverno opta per un grafismo che fa perno su una gamma cromatica decisa e felicemente contraddittoria. Turchese, viola, rosso, rosa antico, verde petrolio, arancio: colori pieni ma anche mix sorprendenti, per abiti dalle forme Sixties decisamente rigorose e dai volumi consistenti, ma anche per gli immancabili cuissardes di velluto tempestati di cristalli, accessori di sicuro successo. Secondo plus della sfilata, l'effetto metallizzato dei tessuti e le piogge di pailettes con le quali vengono creati interessanti arabeschi su cappotti e abiti.

Il metal è in. Lo sa anche Alessandro Dell'Acqua, che nella sua collezione N.21 fa largo ed efficace uso di maglieria dai bagliori gold, accostata a tanto rosa carne e a tanto nero, da sempre colori cult dello stile del designer partenopeo.
Chiude la giornata Francesco Scognamiglio. Possiamo già immaginare alcuni dei suoi outfit a vestire on stage Lady Gaga, sua grande fan: magari uno degli abiti con scollo a croce decorata da ricche ruches, o il miniminidress in pizzo effetto nude. E per un tour in Alaska? Stupendo il piumino bianco portato sulla nuda pelle.

Per una giornata che si chiude, un'altra è già all'orizzonte. In pedana oggi, tra gli altri, Max Mara, Blugirl, Fendi, Ermanno Scervino, D&G e Prada. Rimanete con noi!

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