Milano: la donna "tutte stelle nella vita" di Dolce & Gabbana e la manager sexy di Ferragamo

28 febbraio 2011 
<p>Milano: la donna "tutte stelle nella vita" di Dolce &amp;
Gabbana e la manager sexy di Ferragamo</p>

Ormai Facebook è diventata la piazza virtuale per eccellenza, il luogo dove la gente si ritrova, chiacchiera, scambia pareri. Ci sono occasioni, eventi e notizie che suscitano quantità spropositate di commenti. Ognuno si sente legittimato a dire la sua su tutto. Spesso a sproposito, ma non importa. Ciò che importa è fare sentire la propria idea (e se di idee non ce ne sono, almeno la propria voce).

Capita anche per le sfilate: appena le foto delle più attese sono online, su FB gli addetti ai lavori si scatenano in pochi minuti a sbrodolare aggettivi superlativi o a distruggere a colpi d'accetta. Dolce & Gabbana sono attenti al fenomeno: il brand conta 2.323.000 fan su Facebook e 57.000 followers su Twitter (ricordate la "polemica" che ha coinvolto il "twitteraggio" di Stefano Gabbana in merito alla mise di Alessia Marcuzzi vestita Stella McCartney?). In questa occasione i due decidono di renderlo ancora più estremo. La passerella della loro sfilata Autunno-Inverno 2011/12 è sovrastata da alcuni maxi schermi sui quali è possibile inviare in direttissima, tramite il proprio cellulare, un commento su quanto sta sfilando in pedana. Ma anche sul warm-up del backstage, ripreso e trasmesso in diretta in sala sugli stessi megascreen. Come per dire che lo spettacolo è anche "prima" - con gli stilisti che spazzolano, accarezzano, rifiniscono - ma anche "altro", ovvero il contorno di reazioni suscitato da esso.
Per quanto ci riguarda, però, i commenti continuano ad avere bisogno di almeno un po' di tempo per essere "ragionati" e lo spettacolo di un fashion show è - e rimane - soprattutto quello in passerella. Le uscite alternano con rigore outfit decisamente femminili a look palesemente maschili. Perché di donna, per quanto se ne dica, non ce n'è una sola. La parte "femminile" della collezione, per citare l'indistruttibile Berté, è una "con tutte stelle nella vita": è questo il motivo grafico dominante le stampe (assieme alla note musicali) degli abiti dalle linee semplicissime, aderenti o ampie e svolazzanti, e i bijoux. La parte maschile sembra invece un "best of" dei pezzi iconoci del brand prodotti nel corso degli anni per il menswear, riadattati a una sensibilità che rimane prettamente femminile. Tra gli spigati, i pantaloni al ginocchio e le bretelle si insinuano così inattesi scintillii di paillettes, stampe animalier o ricami gold. Maschio e femmina, le due facce dello stesso inconfondibile stile. Bella la scelta dello styling per quanto riguarda gli accessori che potrebbero sembrare "sbagliati" e sono invece giustissimi. Da volere subito, la Miss Sicily che si è fatta piccola piccola.

Consuelo Castiglioni, anima creativa di Marni, è come se volesse riscrivere, o per lo meno rivedere e correggere, il guardaroba della signora borghese. Abiti tubino, completi, cappotti con maniche a 3/4 e pellicce fanno convivere il rigore un po' rigido dei volumi e delle linee con la fantasia misuratamente eccentrica delle stampa geometriche colorate. Al perbenismo delle lunghezze sotto il ginocchio fanno da contraltare le pump con maxi platform, ai guanti al gomito fanno eco gli iperbolici bijoux in corno, legno e resina. Le pellicce ci sono, ma in nuances anomale.   

La sfilata di Missoni si distingue da tutte le altre per la scelta di una palette cromatica che comprende il glicine, il giallo canarino, il rosa bon bon e il verde acqua, sfumanti l'uno nell'altro con fluidità. Sono i colori della glassa e dello zucchero a velo, delle fiabe e dei sogni. I colori che incantano i bambini. Tutta la collezione ha un mood sognante e infantile: dai ricami che disegnano delicati fiorellini, alle lunghezze fluide e ai volumi ampissimi delle gonne, come quelle di incantevoli fate. Le quali, all'occorrenza, sanno anche indossare perfecto in rettile e stivali da biker. Ma l'uscita più bella è l'ultima: quella di Angela Missoni che prende per mano papà Ottavio e lo consegna all'ovazione del pubblico. Il signor Missoni (sì, è proprio un signore come forse non ce ne sono più) ha compiuto da poco 90 anni: come suole dirsi, ci metterei la firma.

Per Salvatore Ferragamo il designer Massimo Giornetti ha pensato a una donna decisamente Eighties, sulla falsa riga della "Melanie Griffith - Donna in carriera". Ma molto più sexy. La manager griffata Ferragamo sceglie i codici e i pezzi cult del power dressing da manuale (dal gessato in giù), senza per questo rinunciare a spacchi e scolli fatali, all'audacia della pelle nera e al vezzo di una trasparenza, di un pizzo o di una cintura di cristalli. In un momento in cui il dibattito sul "potere" delle donne è apertissimo, è interessante interrogarsi su quanto possa essere opportuno andare in consiglio d'amministrazione con stiletto di strass e top ricamato sotto la giacca a doppio petto. Per alcuni l'abito non fa il monaco. Per altri, invece... Chissà che cosa ne pensa Gianni Morandi, ad applaudire in prima fila. Qualsiasi cosa pensi... stiamo uniti!

Avevamo già scritto qualche giorno fa come la prossima stagione fosse consacrata al tubino e all'abito in genere. La sfilata di Versus, disegnata dal bravissimo Christopher Kane, in effetti si compone quasi esclusivamente di questo pezzo del guardaroba femminile: total black, con inserti see-through, con listini di tessuto ad imitare le stecche dei corsetti, in pelle nera o decorato dal motivo geometrico del triangolo glitterato...

Le uscite in pedana di Gaetano Navarra sono studiatissime, complesse, articolate: un'unica nuance crema, un interessante tessuto imbottito a rilievo, un mix d'avanguardia di  lavorazioni... Quella che sembrava una delle più belle collezioni dello stilista bolognese lascia un po' d'amaro in bocca: on the catwalk solo 14 uscite. Perché? In compenso, in prima fila c'è Anna Tatangelo. Ma con 14 vestiti non ci fa nemmeno due serate del prossimo Sanremo!

Chiudono la giornata Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. La collezione non smentisce il loro gusto per un décor denso, importante, non annacquato, che questa volta ha un sapore metallico e minerale. Silhouette lineari vengono suddivise in quadri e rettangoli alla Mondrian da delineature di cristalli, da abbinamenti cromatici vibranti o dall'accostamento di meteriali di consistenze e luminosità diverse.

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