Milano chiude con la fluida femminilità di Armani

01 marzo 2011 
<p>Milano chiude con la fluida femminilità di Armani</p>

Si è sostanzialmente chiusa ieri, lunedì, la Settimana della Moda di Milano. E' vero che la giornata di oggi è ancora ricca di sfilate, per lo più dei nuovi talenti della moda italiana, promossi dalla Camera Nazionale con i progetti N.U.D.E. e Next Generation, ma è altrettanto vero che è con il tanto atteso show di Giorgio Armani che "simbolicamente" cala il sipario sulla kermesse meneghina.

Se qualche giorno fa avevamo aperto il nostro commento quotidiano alle sfilate con il motto " Prada è così, prendere o lasciare", potremmo oggi replicare - senza sforzarci troppo con la fantasia - chiosando: "Giorgio Armani è così, prendere o lasciare". Sono queste due griffe, più delle altre, a darci un senso di certezza e di sicurezza: se da Miuccia non possiamo non aspettarci sperimentazione, destabilizzazione e sorpresa (rimanendo sempre appagati), da Re Giorgio, viceversa, sappiamo di poter contare su uno stile sempre coerente, fedele a se stesso, capace di piccole evoluzioni che non sono mai rivoluzioni. Armani è al di fuori delle tendenze e delle mode stagionali. Armani - rischiamo la banalità, ma le cose banali sono spesso vere - è  un gusto, un modo di vivere la moda e la vita, uno stato d'animo, una predisposizione. Uno Stile, appunto.
Quelle che di stagione in stagione vengono apportate dallo stilista sono piccole invenzioni - nei volumi, nei dettagli o nei materiali - che non stravolgono, ma completano, ridefiniscono, aggiustano. Aggiornano.
Per il prossimo Autunno-Inverno gli "update" di Giorgio Armani sono sostanzialmente due. Il primo: la lunghezza dei pantaloni, che sono ampi, arrivano poco sopra la caviglia e hanno un risvolto decisamente alto. Una specie di zampa d'elefante accorciata, molto spesso abbinata alle classiche giacche con il punto vita ben segnato, ma ai quali si possono strategicamente persino sovrapporre degli abiti.
Il secondo: il nuovo volume di gonne e abiti, ampio, a mongolfiera, ma non rigidamente costruito, bensì dall'impressionante sensazione di leggerezza. Come lo spumeggiante rigonfiarsi delle acque del mare che si infrangono sugli scogli.
Entrambi gli accorgimenti regalano al corpo la possibilità di enfatizzare e di rendere sensuale ogni minimo movimento, ogni passo: una sorta di inno alla bellezza della fisicità dinamica. E, d'altra parte, se non sono dinamiche le donne d'oggi, pendolari perenni tra casa e ufficio e supermercato e di nuovo casa... Oltre al nero, Re Giorgio propone il rosa in tutte le sue gradazioni più delicate, per il giorno ma anche per la sera che, quando non è voluminosa come i flutti del mare, è liscia e fluente come l'acqua che scorre veloce in discesa. Come tutti questa stagione, più di tutti, Armani pone un'attenzione particolare all'aspetto materico dei suoi tessuti, che sono ricercatissimi, lavorati e studiati con l'intento preciso di dialogare creativamente con la luce che li colpisce.

Quanto è sensuale e femminile la donna di Armani, tanto è forte, grintosa e volitiva quella di Dean e Dan Caten, i gemelli di Dsquared2. La loro collezione rende omaggio alle mogli, fidanzate e figlie dei pionieri e dei minatori che nella metà dell'800 colonizzarono i territori montuosi e ghiacciati dell'America del Nord. Siamo dalle parti di Cold Mountain, insomma. Il loro abbigliamento si compone di starti sovrapposti a strati, con una predilezione per il denim che richiama quello delle tenute da lavoro, e se ancora non fosse sufficiente, basta buttarsi una pesante coperta sulle spalle e si va ad affrontare la neve. Che, come da Burberry, scende dal cielo sulla passerella. E la femminilità, dove la mettiamo? Nelle lunghezze a terra, nelle maniche a sbuffo e nella silhouette a sirena per la sera.

E' fortunata la passerella di Iceberg, sulla quale si ritrovano molte delle tendenze forti di stagione: la contaminazione e convivenza tra materiali diversi, il bagliore di pennellate di paillettes, anche sulla maglieria, il tweed, il discreto luccichio del lurex.
Coraggiosa invece quella di Just Cavalli, che si discosta dalla formula di successo - aggressiva, giovane, controcorrente - delle passate stagioni per tentare la via di un guardaroba più "borghese", per bene, preciso e moderato. Tra completi pigiama, top con pancia in vista, miniabiti dai profili sinuosi e maxiabiti dalle stampe autunnali di ciliegie mature e foglie ingiallite, spiccano i bellissimi bijoux, bracciali e spille.

Ha il profumo della couture e una freschezza di idee davvero piacevole la collezione dell'astro emergente Silvio Betterelli, nato in Sardegna, e professionalmente cresciuto in Gran Bretagna. I volumi delle sue creazioni si sviluppano e prendono forma grazie a strati sovrapposti di decine di pezze di tessuto, sagomate, tagliate a vivo e usate quindi per comporre maniche e davantini, ma anche i capi nel loro complesso, che risultano dotati di movimento proprio, quasi organico. L'ispirazione viene dalle maquettes e dai plastici usati in architettura. Il risultato ci è sembrato raffinatissimo.

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RISULTATI
Giampiero A. 69 mesi fa

Giorgio Armani ha fatto la sua rivoluzione già da molto tempo, così grande e di tale portata che ancora oggi il solco che ha lasciato è talmente profondo da coinvolgere un intero stile di vita di tante generazioni. Porrei Prada in un altro ambito, quello delle stagioni e delle mode, dei colori che cambiano e ogni volta negano quel che sono stati 6 mesi prima.

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