Parigi: e se fosse Haider Ackermann...?

06 marzo 2011 
<p>Parigi: e se fosse Haider Ackermann...?</p>

Di lui si sta parlando moltissimo in questi giorni. Nel frenetico giro di chiacchiere a cui il licenziamento di John Galliano ha dato il via, Haider Ackermann è spesso citato dagli addetti ai lavori e dagli insider come possibile successore di Riccardo Tisci nel ruolo di direttore creativo di Givenchy o di Stefano Pilati in quello di direttore creativo di Yves Saint Laurent, qualora uno dei due stilisti italiani fosse davvero chiamato a dirigere, artisticamente parlando, la Maison Dior.
Ma c'è addirittura chi azzarda che potrebbe essere proprio lui a sedersi dietro la prestigiosissima scrivania che fu dell'inventore del New Look.

Forse ai più il suo nome non dirà molto, ma Ackermann è davvero uno dei designer della "nuova" generazione più dotati di una visione personale e originale dello stile. Ackermann è un autenico cittadino del mondo dallo spirito cosmopolita. Nato 37 anni fa a Bogotà, in Colombia, cresciuto in Africa e formatosi in Belgio, lo stilista vive e lavora ad Anversa, epicentro della moda più intelligente e affascinante, secondo una frangia di convinti sostenitori, prodotta negli ultimi 25 anni. La sua storia personale, così ricca e intensa, traspare dalle sue collezioni, e da quella mandata in passerella ieri per l' Autunno-Inverno 2011/12 in particolare. Così bella, matura e raffinata da rendere l'ipotesi della sua direzione creativa di Dior, fino a ieri per lo meno bislacca o comunque poco verosimile, oggi auspicabile. Sarebbe una scelta inattesa, coraggiosa, spiazzante. Ci piacerebbe.
La donna di Ackermann punta alla verticalità , indossando gonne lunghe e fascianti, ma anche sapientemente drappeggiate, così come cappotti e soprabiti che sfiorano terra. Il punto vita è alto, segnato da cinture che paiono una versione contemporanea e occidentale dell'obi giapponese. Un accenno d'Oriente vive anche nelle giacche kimono. I suoi materiali d'elezione erano e rimangono la pelle e la seta. All'attitudine maschile delle sue silhouette stagione dopo stagione è andata ad aggiungersi una femminilità manifesta, fatta di spalle scoperte, profonde scollature e tagli inattesi sulle anche.
La sua palette cromatica, sempre sofisticatissima,  al tortora, al nero e al mastice è andata abbinando nuances come il pavone, il bordeaux, il cobalto, il verde oliva. La sua collezione più bella, e una delle più belle ammirate sulle passerelle parigine.

Il trend della purezza delle forme e della ricerca di una pulizia e di un grafismo estremi che ci è parso dominare le sfilate di questi giorni e che già abbiamo sottolineato nei post precedenti, è emerso anche sulle catwalk di ieri: rigore da Loewe, dove la pelle non può che farla da padrone, ma anche da Veronique Leroy e persino da Cacharel, dove le iconiche stampe sanno convivere e dialogare con volumi decisamente clean che poco concedono al romanticismo più palese.

Persino l'incontenibile Jean Paul Gaultier pare mettere un freno alla sua altrove irrefrenabile fantasia: in passerella una donna sì divertente, ma mai eccessiva e ancor meno provocatoria. Lo stesso dicasi per Viktor & Rolf: i due stilisti non possono proprio fare a meno delle loro scenografiche costruzioni tridimensionali, veri e propri sfoggi di maestria architettonica, così come delle loro piccole, innocenti stimolazioni estetiche (le modelle hanno il volto dipinto di rosso) ma a ben guardare la loro collezione offre anche moltissimi basici, che dichiarano la loro intenzione di entrare nel maggior numero possibile di guardaroba.
Non tradisce il suo dna e la sua anima votata alla sperimentazione il brand Comme des Garçons, con una serie di outfit realizzati assemblando mezze ghiacche stropicciate, foulard annodati e maniche singole uscite chissà da dove, come moderne opere di arte povera.
Fuori dal coro, da segnalare la sofisticatissima collezione disegnata da Rodolfo Paglialunga per Vionnet.

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RISULTATI
lilithcarla 69 mesi fa

mi piace molto come stilista Grintoso hard ma sempe raffinato. Lagerfeldi dice che lo vorrebbe come suo successore da Chanel. Della sua collezione estiva ho apprezzato gli leggin in nappa verde con top coordinati venduti da Luisa.viaRoma

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