Kate sceglie McQueen, come la cognata. Forse

11 marzo 2011 
<p>Kate sceglie McQueen, come la cognata. Forse</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Se le indiscrezioni provenienti da Oltremanica troveranno conferma, quello del vestito da sposa di Kate Middleton rischia davvero di diventare il segreto di Pulcinella. Il nome dello stilista che realizzerà l'abito con cui la futura moglie del Principe William percorrerà la navata dell'abbazia di Westminster il prossimo 29 aprile sarebbe, infatti, dovuto restare un mistero per tutti, almeno fino al giorno del sì.
Ma a Buckingham Palace non hanno fatto i conti con la stampa ficcanaso di casa che pare aver scoperto il segreto meno segreto della storia: a disegnare il vestito si dice sarà Sarah Burton, la 36enne creativa che è stata il braccio destro di Alexander McQueen fino al suicidio dello stilista lo scorso anno e che ora regge le sorti della casa di moda.

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A quanto si è appreso, la Middleton sarebbe rimasta folgorata dall'abito senza spalline disegnato dalla Burton per la giornalista Sara Buys (nella foto), in occasione del suo matrimonio con Tom Parker Bowles, figlio di Camilla, nel 2005, e ora punterebbe ad una creazione analoga, che sia una combinazione «fra le idee di Kate e le conoscenze fashion della stilista», come raccontano fonti vicine alla Middleton. E la voce della Burton come stilista reale starebbe trovando tali e tanti riscontri che gli stessi bookmaker hanno tagliato le puntate sul vestito da sposa firmato McQueen da 14 a 1 a 1 a 20. Non solo.

Sebbene tanto a Corte quanto fra l'entourage McQueen nessuno si azzardi a confermare alcunché (anche l'ad della compagnia, Jonathan Akeroyd, avrebbe fatto un rapido dietrofront, dopo essersi lasciato scappare con un collega che la maison avrebbe disegnato l'abito), un'ulteriore prova arriverebbe dal direttore di Vogue Uk, Alexandra Shulman, che, stando al Daily Telegraph, avrebbe consigliato alla Middleton di scegliere un vestito dell'etichetta McQueen per il grande giorno. Pare che il suggerimento sia stato espressamente richiesto dal Palazzo e anche se il portavoce della rivista si è rifiutato di commentare la notizia, le solite fonti bene informate avrebbero confermato le conversazioni private fra la Shulman e Buckingham Palace.

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