Parigi: Chanel si sporca le mani, Valentino no

09 marzo 2011 
<p>Parigi: Chanel si sporca le mani, Valentino no</p>

In miniera! Si diceva una volta, per mandare a quel paese un fannullone.
Karl Lagerfeld prende alla lettera l'invito e lo trasforma in un'interessantissima ispirazione per la collezione AI 2011/12 di Chanel.
Immaginate una foresta tetra, buia e fumosa, del genere apocalittico. Per terra pietre nere vulcaniche e sabbia altrettanto nera. Sulla passerella le sue donne paiono essersi infilate in emergenza dentro abiti da lavoro XXL - lavoro pesante, maschile, come quello della miniera - mixati a capispalla totally bon ton, e assolutamente nelle corde più tipiche della Maison.
I pantaloni sono abbondanti, in tessuti mannish pesanti, oppure denim effetto destroyed. Ai piedi stringate massicce, abbinate a ghette flosce. I cappotti, corti, sono in lana bouclé. Anche l'iconica giacca bordata di passamaneria si accorcia. Si sprecano le tute, emblema di workwear dove il maschile e il femminile si compenentrano andando a sovrapporsi. Il grigio domina: grigio come le pietre, il fumo, i sassi, la polvere lavica. Qualche cenno di magmatico rosso per spezzare la monotonia.
Sterzata di femminilità sul finale: abiti anni '20 in pizzo nero vengono indossati su décolletées che segnano il ritorno (immaginiamo gradito da molte) del mezzo tacco. Ma poi ecco ricomparire due tasconi applicati in pelle nera, un orlo dei pantaloni arrotolato, un paio di guanti in lana. Ricomincia il turno di lavoro, il carbone ci aspetta...

Non si sporcherebbe mai neppure un dito, invece, l'eterea donna di Valentino. Per la verità, sembra così perfetta, intoccabile, impalpabile da dare l'impressione di non avere nessuna intenzione di lavorare tout court.
Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, direttori creativi della Maison, proseguono nell'intento che sembrano essersi posti dal momento in cui hanno preso le redini della Maison: andare a conquistare una donna raffinata, classica, molto bcbg, ma decisamente più giovane di quella sino ad oggi associata alla Maison. Le ginocchia - eccezion fatta per la sera - sono sempre scoperte. C'è il pizzo, ma c'è anche la pelle. Ci sono i ricami, ma anche un nuovo check grafico ed essenziale. Ci sono le rose 3D applicate, ma anche le borchie. Ci sono lineari ed essenziali abiti daywear Sixties, ma anche fluttuanti abiti da sera di ispirazione Seventies. Ci sono le décolletées col cinturni ma soprattutto gli stivali in pitone. Must, must e ancora must!

Rimane intelligentemente ancorata alla storia e all'allure del suo fondatore la Maison Alexander McQueen, ora diretta dall'ex braccio destro dello stilista, Sarah Burton. Il dark e il glaciale si incontrano in modo mirevole su questa passerella. Il soft si scontra con l'hard. Il poetico con il tragico. Il violento con il tenero. Il romantico con il provocatorio. Siamo ancora nel territorio di un omaggio rispettoso, riuscito, giusto, commovente. Forse la Burton ancora non se la sente di dare il suo contributo più autentico, di conferire alla collezione una cifra stilistica che sia intimamente sua.
Ma per il momento va benissimo anche così.

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RISULTATI
illari 69 mesi fa

per completare l'opera lagerfeld avrebbe dovuto far tingere di nero i volti delle sue modelle

MaxBH 69 mesi fa

ops...dimenticavo... ma piace davvero a così tante di voi la nuova palette dei nail-polishes di Chanel?!?...sicure?!?...sappiate che vi voglio vedere tutte in fila, ad ogni profumeria del mondo, a scrivere il vostro nome sulla lista...perchè tra il giallo mimosa e l'azzurro Saint-Tropez (non sono sicuro che quest'ultima definizione sia quella scelta dalla maison...ma son certo che mi correggerete, vero???) desidero sapere quale colore vincerà!Felice notte.

MaxBH 69 mesi fa

Buonanotte a tout le monde!...alla prossima puntata de "L'inutile e il dilettevole", dal vostro inviato sul campo....armato di dita e laptop!

MaxBH 69 mesi fa

Che bravi che sono i Francesi!!!....aprono i bauli e spuntano Balmain...Lanvin...Yves Saint Laurent...Vionnet...Dior...Nina Ricci...Rochas...Cèline...Chloé...addirittura Carven (ma dico...quanti si ricordano che era una griffe famosa di Haute Couture?!?...e riguardo gli altri...ci han pensato che i loro fantasmi, nel vedere i loro archivi stracciati in favore di qualche straccetto squadrato o con 2 spille, si rivoltan nelle tombe?); eh già...che bravi che sono i Francesi!!..e noi Italiani?...Beh, ma noi dobbiam festeggiare i 150 anni dell'unione....e mica scherziamo!...Trasmettiamo un bello sceneggiatone sulle Sorelle Fontana!!!...Che bravi che sono i Francesi!!...Vive la France...

MaxBH 69 mesi fa

Un dilemma pare aver assalito le passerelle della Ville Lumière: preferiamo la DuBarrie, o il red light district di Amburgo nei '70?...diciamocelo, da quanti anni non si vedeva un tale spiegamento di forze nel mostrare che le donne, tanto faticosamente dedite finora a mostrare la parità dei sessi, dovranno alla fine convincersi che o mostrano le sottogonne, o tirano fuori dall'armadio il vecchio bustier di lattice. A seguire, per chi lamentava che dopo Tom Ford era finita l'epoca delle "tendenze"...ecco che tutti si danno un gran daffare per riunirsi in gruppo: crinoline,reti e lattice da Givenchy,Vuitton,Mugler...gonne a pantalone da DVF e da Gucci...i minimalisti che tanto "fanno moda" si son poi trovati tutti a cena da Rick Owens e si son tutti innamorati dei colli a cratere,le asimmetrie,la pelle distrutta che non sembra pelle...perchè è vero!....forse la moda non DEVE sembrare moda...n'est-ce pas?!?

MaxBH 69 mesi fa

E ora un nuovo argomento: ECCE HOMO!.. sull'altare della moda(che almeno ci prova ad esser tale) è stato immolato un altro genio, John Galliano. Da almeno 2 mesi visibilmente sopraffatto dall'asserto di Wilde secondo cui "l'alcool, assunto in giuste dosi, produce tutti gli effetti dell'ubriachezza"(particolare di cui tutto un mondo era a coniscenza), curiosa, quanto piena di tempismo (alla vigilia di ben 2 defilés e con un contratto in discussione e in scadenza) la messa in scena di uno stilista rivelatosi xenofobo (ma dove?!?)che straparla per poi esser espulso, al puro scopo di favorirne un altro...che a stento sarà in grado di raccogliere lo scettro del predecessore, forse l'UNICO in grado di interpretare con un vezzo di follia il rigore classico di una maison come Dior. In compenso, le petit defilé della linea Galliano ha tanto da insegnare a certi sartucoli...che alle donne, alla fin fine, nella loro festa, dedicano davvero poco amore! Che dire?...Merci..et encore BRAVO!

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